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Rapporti tra Comuni e Associazioni. Nell’Alto Jonio qualcosa si muove

Rapporti tra Comuni e Associazioni. Nell’Alto Jonio qualcosa si muove
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(Riceviamo e pubblichiamo) – Per effetto della riforma del Titolo V, il principio di sussidiarietà orizzontale, in precedenza contemplato solo dalla legislazione ordinaria, ha assunto rilievo costituzionale. Tale principio spinge gli enti territoriali a condividere la responsabilità dell’amministrare con i cittadini, legittimati ad immaginare, programmare e realizzare interventi nell’interesse generale. Cittadini ed amministrazione sono chiamati ad integrare conoscenze, capacità e modalità di azione secondo un modello non più gerarchico ma tendenzialmente paritario. Negli ultimi anni, tale collaborazione ha acquisito un rilievo crescente in ambito comunale: le recenti dinamiche legislative, determinando un depauperamento delle risorse finanziarie ed umane dei Comuni, hanno giocoforza accresciuto la rilevanza di quelle apportate dalla comunità locale. L’attuazione del principio in esame permette inoltre all’ente locale di ridefinire, in parte, il proprio ambito di operatività assistendo e favorendo le attività dei cittadini organizzati, ove possibile, anche finanziariamente, ove queste siano in grado di ottenere migliori risultati in termini di efficacia, efficienza e qualità delle prestazioni. Diversi Comuni dell’Alto Jonio hanno immediatamente colto le potenzialità di questa nuova relazione con la cittadinanza arricchendo le strategie amministrative, risvegliando energie latenti e consentendo la realizzazione di attività ed eventi che non avrebbero avuto altrimenti luogo.

L’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale non dovrebbe essere considerata quale circostanza episodica e contingente ma come impegno strategico di un ente locale capace di sostenere, incentivare e misurare il valore aggiunto delle azioni proposte dalla cittadinanza attiva. Tali obiettivi possono essere più facilmente perseguiti per mezzo dell’approvazione di un Regolamento concernente i rapporti tra il Comune e le libere forme associative operanti sul territorio che regoli e dia chiarezza ai reciproci rapporti e valorizzi l’impegno dei cittadini in favore dell’interesse generale. Lo strumento regolamentare consente all’ente locale di potenziare la propria capacità di programmazione avvalendosi delle competenze dei cittadini; le forme associative ottengono, di contro,  il riconoscimento delle proprie attività – e parte delle risorse necessarie a svolgerle – nonché la possibilità di influenzare le politiche locali “dal basso”, interpretando i bisogni della comunità, la quale, a sua volta, è messa nelle condizioni di operare un migliore controllo sull’impiego delle risorse pubbliche.

A corredo della tesi presentata al termine del corso-concorso per l’iscrizione all’Albo dei Segretari comunali, ho elaborato una proposta di Regolamento concernente i rapporti tra il Comune e le libere forme associative operanti sul territorio concernente i rapporti tra il Comune e le libere forme associative, che istituisce un apposito Albo ed una Consulta e regola il procedimento per l’iscrizione allo stesso e per l’accesso a misure di sostegno e promozione. La proposta presenta elementi di novità rispetto ai regolamenti attualmente in vigore in diversi Comuni italiani. E’ ad esempio previsto l’obbligo, per il Comune, di definire il valore economico di ogni beneficio erogato: tale previsione, oltre a garantire trasparenza, ha il fine di evitare che le elargizioni a favore di una singola forma associativa superino una determinata soglia, determinando eccessivi squilibri nella distribuzione delle risorse che, laddove percepiti come trattamento di favore, disincentiverebbero la partecipazione dei cittadini.

La proposta di regolamento esprime inoltre un favor per le iniziative finalizzate alla riattivazione di attività particolarmente meritevoli per le quali non è più disponibile l’originaria fonte di finanziamento, intendendo così impedire la dispersione dell’esperienza accumulata. Il nostro territorio ha infatti visto spesso venir meno attività di grande valore socio-culturale a causa dell’estinzione della fonte di finanziamento, spesso rappresentata da fondi comunitari diretti o da fondi strutturali, mediati dalla Regione Calabria o da un dicastero. Il regolamento prevede misure di sostegno (patrocinio, agevolazione fiscale, sovvenzione, contributo per specifiche manifestazioni ed iniziative, concessione in uso di immobili, automezzi e attrezzature) nonché talune misure di promozione delle attività delle libere forme associative. Si prevede, infine, l’istituzione di una Consulta, organismo di rappresentanza e coordinamento delle libere forme associative operanti sul territorio della quale fanno parte, senza diritto di voto, rappresentanti dell’ente.

Roberto Amerise

Funzionario presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. In attesa di iscrizione all’Albo nazionale dei Segretari comunali e provinciali

 

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