Redazione Paese24.it

Trebisacce, ancora speranze per ospedale? Sentenza Consiglio di Stato potrebbe riaprire partita

Trebisacce, ancora speranze per ospedale? Sentenza Consiglio di Stato potrebbe riaprire partita
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

L'ex ospedale di Trebisacce

C’è ancora speranza di sopravvivenza per gli ospedali chiusi dalla Regione per futili motivi di cassa? Può essere la Magistratura l’ultima spiaggia per gli ospedali di Trebisacce, di Cariati e di Praia Mare chiusi troppo in fretta? C’è chi ne è convinto dopo aver appreso che il Consiglio di Stato, pronunciandosi in merito, con Sentenza n. 3242 del 30 maggio u.s. ha dato ragione ai comuni ricorrenti ed ha disposto la riapertura dell’ospedale “Padre Pio” di Bracciano (Roma), dotato di soli 80 posti-letto, che era stato chiuso a seguito di Piano di Rientro targato Renata Polverini, la collega di Scopelliti nelle vesti di commissario ad acta per il rientro dal deficit sanitario. Sei i comuni, Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Ladispoli, Canale Monterano e Cerveteri che avevano sottoscritto il Ricorso che era stato respinto dal Tar e che è stato impugnato davanti al Consiglio di Stato.

I motivi che stanno alla base del suddetto ricorso sono esattamente quelli elencati nel voluminoso dossier predisposto dall’avvocato Giuseppe Mormandi su incarico del comune di Trebisacce a difesa del “Chidichimo”: inesistenza dei LEA, i livelli minimi di assistenza distanza, 35 Km. di distanza dal San Filippo Neri di Roma e 45 Km. dall’ospedale di Civitavecchia, tempi di arrivo a questi due nosocomi superiori ai 45 minuti previsti dalla normativa vigente e quindi emergenza-urgenza non garantita, dati di produttività del Pronto Soccorso e dello stesso ospedale, aumento della spesa per migrazione sanitaria…Sono esattamente i motivi riprodotti nel Ricorso presentato dal comune di Trebisacce, aggravati da situazioni molto più complicate per i paesi delle aree interne distanti da Corigliono-Rossano-Castrovillari fino a 100 km.

In realtà quello di Trebisacce, proprio a seguito di sollecitazione del suddetto legale accolta dal sindaco pro-tempore Mariano Bianchi, è stato l’unico comune  ad aver presentato il Ricorso al Tar come “ultima ratio” dopo tutte le iniziative istituzionali e le manifestazioni popolari organizzate dalle associazioni, tra cui il blocco della S.S. 106 per oltre una settimana. La recente Sentenza del TAR ha ovviamente gratificato l’avvocato Mormandi il quale, interpellato a proposito del Ricorso per il “Chidichimo”, ha ricordato che il Tar della Calabria per il momento ha rigettato solo “la sospensiva” del PdR richiesta dal legale, ma non si è ancora pronunciato nel merito.

«Qualora il Tar – ha dichiarato l’avvocato Mormandi alludendo alla Sentenza del Consiglio di Stato che d’ora in poi potrà fare giurisprudenza – entrando nel merito, dovesse respingere il nostro Ricorso, spetterà all’attuale sindaco di Trebisacce Franco Mundo decidere cosa fare e come procedere. Certo che la Sentenza del Consiglio di Stato costituisce un precedente che apre nuovi scenari». Il sindaco Mundo si è detto fiducioso nella Magistratura e intende riaprire la “questione ospedale”.

Pino La Rocca

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *