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Francavilla, Cavallo di Troia a rischio autorizzazione. Intanto sarà presentato

Francavilla, Cavallo di Troia a rischio autorizzazione. Intanto sarà presentato
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Nella foto, la miniatura del cavallo che sarà presentato a Francavilla

Sabato 9 luglio 2016 alle ore 18,30 sarà presentata presso il Parco archeologico didattico di Timpone Motta – Macchiabate di Francavilla Marittima la statua colossale in legno con riproduzione a scala naturale del cavallo di Epeo di Lagaria e della mostra “Eroi e miti di Lagaria”. L’opera verrà mostrata eccezionalmente in attesa dell’apertura al grande  pubblico che dovrà attendere l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia della Calabria che ne ha momentaneamente sospeso l’apertura  ritenendo il “Cavallo di Epeo” e l’identificazione di Lagaria con Francavilla M.ma “ricostruzioni letterarie antiche che non hanno alcun rapporto diretto e accertato con il cavallo di Troia”.

La presentazione del Cavallo di Epeo sarà preceduta da una breve conferenza stampa in cui le associazioni Itineraria Bruttìi onlus e Lagaria onlus, insieme al Comune di Francavilla M.ma, esporranno le motivazioni del rinvio dell’apertura ufficiale della mostra confidando che la Soprintendenza regionale non confermi il diniego all’esposizione del cavallo di Epeo decretandone così lo smontaggio e l’esilio presso un’altra sede oppure la sua distruzione. «In effetti, il cavallo di Epeo – scrive Paolo Gallo, direttore di Itineraria Bruttii – lungi dal voler essere un monumento o un reperto, intende ampliare l’offerta didattica del parco archeologico sperimentale di Francavilla  dove ogni anno vengono accolti numerosi turisti e varie scolaresche. Le dimensioni e lo stile di tipo geometrico arcaico del cavallo di Epeo si inseriscono armonicamente nel contesto dell’area dell’Antiquarium senza rappresentare un ostacolo visivo oppure una contaminazione del paesaggio archeologico».

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Riguardo ad Epeo, amico di Ulisse e costruttore del cavallo di Troia, le fonti antiche riportano che di ritorno dalla guerra si fermò nel territorio di quella che poi divenne la Magna Grecia fondando la città di Lagaria insieme a popolazioni italiche enotrie e dedicando gli strumenti serviti per la costruzione dell’opera in un tempio dedicato alla dea Atena (Licofrone, Alessandra, vv. 930-931). Diversi sono i centri della Calabria (Amendolara, Castrovillari, Trebisacce, Nocara, Rocca I.) e della Lucania (Termitito di Scanzano, M. Coppolo di Rotondella,) cui gli studiosi moderni hanno attribuito il nome della città fortificata di Lagaria citata da Strabone (VI,I,14 c 253) che la colloca subito dopo Thurii e prima di Metaponto rendendola celebre per essere stata fondata da Epeo e per la produzione di un vino dolce e soave, considerato anche da Plinio il Vecchio tra i migliori dell’Italia antica (Pl.in. Nat. XIV, 69).

In effetti non vi è sicurezza che Lagaria sia da identificare con Francavilla o con gli centri ionici che ne vantano le origini. «Tuttavia – commenta ancora Gallo – già il Soprintendente Foti nel 1963 (Atti Taranto 1963, p. 180) e poi a seguire P. Zancani Montuoro, Stoop, Kleibrink e più recentemente Paoletti e Brocato affermano che l’ipotesi di Francavilla appare tra  quelle più probabili sulla base dell’evidenza archeologica e delle fonti che sembrano confermare molti dei dati tramandati dagli autori antichi».

Il progetto di valorizzazione del Parco prevede, oltre la ricostruzione didattica dell’opera “il cavallo di Epeo”, la mostra “Eroi e miti di Lagaria”, mentre la quarta edizione della rievocazione storica delle Panatenee in onore della dea Atena si terrà nel mese di agosto 2016.

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