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I sindaci tornano a Roma per la nuova Ss 106

I sindaci tornano a Roma per la nuova Ss 106
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Nella foto, l’obsoleto ponte tra i comuni di Roseto e Amendolara

Torna finalmente agli onori della cronaca, dopo lunghi mesi di oblio, il progetto del 3° Megalotto della S.S. 106 (Sibari-Roseto) attualmente insabbiato presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dove lo ha rispedito il CIPE pare per ulteriori approfondimenti. Se ne riparlerà venerdì prossimo 15 luglio nel corso dell’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che si terrà a Roma, via Nomentana n. 2, alla quale sono stati invitati a partecipare, oltre alla regione Calabria e all’Ente Provincia di Cosenza, gli otto sindaci dei comuni (Cassano Jonio, Villapiana, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, Trebisacce, Albidona, Amendolara e Roseto Capo Spulico) interessati al passaggio dell’arteria.

Di che cosa si parlerà? Come mai il progetto esecutivo che, dotato di tutti pareri favorevoli, ha fatto anticamera per mesi e mesi al CIPE che lo doveva licenziare, è tornato sul tavolo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici? Sarà rimesso tutto in discussione o si darà finalmente l’accelerata necessaria ad aprire i cantieri? E’ difficile ipotizzare quale sia la strategia del Governo.

Il tema dell’Assemblea “Esame del progetto relativo alla S.S. 106 Jonica – Tratto che va da Sibari – Innesto con la S.S. 534 (km. 365+159) a Roseto Capo Spulico – Progetto definitivo e studio di impatto ambientale” è alquanto indefinito e non lascia intravedere niente di positivo. E’ comunque l’occasione che si attendeva da sempre, da parte dei sindaci della zona che a lungo e con ogni mezzo hanno sollecitato questo incontro, di poter parlare e, magari, di tirare per la giacca i rappresentanti del Governo per farli sbottonare e per far loro capire che la misura è ormai colma, che la pazienza ha un limite, che la S.S. 106 è vitale per tutta la Calabria, che qui c’è sete di lavoro e che la catena delle vittime della “strada della morte” (13 nei primi sei mesi dell’anno) non si è mai interrotta.

Pino La Rocca

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6 Responses to I sindaci tornano a Roma per la nuova Ss 106

  1. enzo manera 2016/07/10 at 07:49

    Sembra una barzelletta questo ennesimo esame del progetto e dello studio di impatto ambientale. Il progetto è già stato ampiamente discusso e presentato, anche in pompa magna. L’impatto ambientale idem. Ho paura che diranno che mancano i soldi, o sono pochi. I sindaci, comunque, si facessero sentire, lasciando perdere i campanilismi e chiedessero date certe. Ricordo solo una cosa curiosa: l’autostrada Taranto Sibari, molti anni addietro, la avevano già segnata sulle cartine automobilistiche e poi non è stato fatto niente. Spero che non si ripeta questa storiella!

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  2. Giuseppe Ricucci 2016/07/10 at 11:32

    Speriamo che sia finalmente la volta buona. Tutto dipende dagli amministratori locali, che facciano prevalere gli interessi generali delle popolazioni dell’Alto Ionio, anziché quelli di singoli gruppi portatori di consensi elettorali. È soprattutto necessario che gli amministratori vadano uniti verso un unico obiettivo, parlino uno stesso linguaggio, evitino divisioni, accettino la soluzione che verrà proposta dagli organi competenti, senza assumere posizioni personalistiche che non farebbero altro che rinviare sine die la realizzazione del nuovo tratto della S.S. 106 o addirittura non renderlo più realizzabile. Questo sarebbe l’ennesima iattura per l’Alto Ionio che ancora una volta si farebbe male da solo, per poi protestare contro il Governo nazionale. Non fornire quindi alcun pretesto a chi non vorrebbe la realizzazione dell’opera. L’ammodernamento del tratto Roseto-Sibari, oltre a rappresentare un volano per lo sviluppo turistico dell’Alto Ionio, offrirebbe una eccezionale possibilità di occupazione per tanti giovani locali, che sono da sempre alla ricerca di un posto di lavoro. La maggiore responsabilità incombe, ovviamente, sul Sindaco di Roseto, il cui territorio è quello maggiormente interessato alla realizzazione dell’opera, sperando che possa dar conto pubblicamente di ciò che verrà fuori dall’Assemblea romana e che possa portare a casa risultati positivi.

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  3. orfano di patria 2016/07/11 at 03:05

    I sindaci sanno benissimo chi si OPPONE alla realizzazione dell’opera, sanno benissimo che:
    GLI INTERESSI DI “SINGOLI” PREVALGONO SU QUELLI DELLA COLLETTIVITA’.
    NEANCHE I TANTI MORTI SU QUESTA 106 “ASSASSINA” HANNO INTENERITO GLI ARIDI CUORI DEI “SINGOLI”….

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  4. FRANCESCO DRAGONETTI 2016/07/13 at 08:12

    Mi permetto unicamente riassumere la narrativa circa la SS 106 Jonica ed un PRO MEMORIA per i sindaci dell’Alto Jonio che venerdì 15 si recheranno a Roma, desumendo dalle cronache lette in questi anni e pur non essendo del luogo, mi sento “coinvolto” poiché le mie radici sono in queste zone:
    Ad oggi, dei 491 km che collegano Reggio Calabria a Taranto è stato completato l’ intero tratto della Puglia, con i suoi 39 km e della Basilicata, 37 Km e la realizzazione di 4 nuove corsie. La Calabria, invece, ha realizzato 15 km tra Roseto e Rocca Imperiale, 5 Km a Crotone, 17 tra Simeri Crichi e Squillace, 25 tra Roccella e Locri, per un totale di 62 km, sette anni e un taglio di finanziamenti imposto dal Governo.
    Ora, il progetto del terzo megalotto tra Roseto e Sibari, che dovrà collegare l’ innesto della 106 533 di ‘Cammarata e degli Stompi a Roseto Capo Spulico é stato fermato dalle lungaggini burocratiche.
    Ricordo che c’ erano voluti sette anni per ultimare i 38 km della statale 106.
    La data di fine lavori è fissata per giugno 2022; 15 anni dopo il suo ok di progettazione ma ancora, ci sono stati rimpalli fra Anas e Ministero delle infrastrutture e commissione, per l’approvazione del progetto definitivo, ma lo stesso prevedeva troppe gallerie ed un impatto ambientale non sostenibile.
    In tutto questo “bailamme”, la SS 106 ha mietuto nel solo 2016 ben TREDICI vittime, una ogni quattordici giorni, un prezzo indubbiamente molto alto di cui la politica calabrese e quella nazionale, dovrà in qualche maniera tenere in considerazione.
    Staremo a vedere.

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  5. Saverio 2016/07/14 at 11:05

    Ci son voluti decenni per completare l’iter procedurale fatto di studi e valutazioni con varie modifiche sostanziali apportate al progetto prima di renderlo definitivo,e dopo tutto questo cosa si è attenuto????…..NIENTE!!!!!Siamo sotto scacco a ridiscutere per l’ennesima volta il tutto,con dei sindaci o pseudo,ostaggi o complici dei LATIFONDISTI che dettano loro ogni mossa da eseguire come sul palcoscenico di un teatrino di burattini, aspettando che il copione venga rispettato.Mi chiedo:”Ma se non ora quando????……Cos’altro si sta aspettando???? Ma se per una strada ci vuole così tanto con il reale rischio di un nulla di fatto,quando avremo le nostre autostrade,porti, aereoporti, ferrovie,scuole, ospedali che siano degni di un paese che rasenti un minimo di civiltà???Mi chiedo ma nel frattempo la popolazione, la gente comune che ruolo ha?…. che pensa,esercita delle pressioni su chi in maniera degna li dovrebbe rappresentare,che tipo di iniziative intraprende per migliorare la propria situazione da “TERZO MONDO”………AAAAHHHH DORME????Allora BUONANOTTE!!!!!!!!Spero che il risveglio non ci veda vittime di una strada di una ferrovia o di un ospedale mai esistiti!! Sogni d’oro!!!

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  6. Giuseppe Ricucci 2016/07/14 at 13:44

    Speriamo che i Sindaci dell’Alto Ionio non si siano dimenticati dell’appuntamento e che siano già partiti per Roma. E soprattutto che siano compatti nel sostenere la realizzazione dell’opera nei tempi più stretti possibili, accettando il progetto che verrà presentato in quella’Assemblea, senza se e senza ma, evitando divisioni politiche, personalismi e campanilismi. La popolazione dell’Alto Ionio, anche per rispetto alle tantissime vittime della S.S. 106, si aspetta molto dai loro rappresentanti.
    Si confida anche nell’azione di questo Giornale che segua la vicenda con il massimo interesse e ne dia ampia informazione.
    In bocca al lupo!

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