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Francavilla, il Cavallo di Troia che c’è ma non si vede

Francavilla, il Cavallo di Troia che c’è ma non si vede
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Inaugurato il colossale Cavallo di Troia presso il Parco archeologico didattico “Timpone Motta-Macchiabate” di Francavilla Marittima. L’opera, su scala naturale, però per essere fruibile dal pubblico dovrà attendere l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia della Calabria che sta valutando il legame storico tra il Cavallo di Epeo e Francavilla, che in tanti identificano con l’antica Lagaria. Anche se le associazioni Itineraria Bruttii onlus e Lagaria onlus, ideatori dell’opera, hanno sempre ribadito il valore prettamente didattico e turistico del cavallo, senza voler entrare a gamba tesa in qualsivoglia dibattico storico.

«Il cavallo di Epeo – commenta Paolo Gallo, direttore di Itineraria Brutti, a margine dell’inaugurazione di sabato –  in quanto laboratorio aperto alle scolaresche (che potranno entrarci dentro) ed ai turisti rappresenta un’occasione di far vivere un’esperienza didattica in grado di avvicinare l’utenza alla studio della storia e contribuire alla valorizzazione dei beni culturali della Sibaritide».

Le due associazioni, assieme al Comune di Francavilla, si sono dette disponibili ad attuare le indicazioni del MIBAC e della Soprintendenza della Calabria affinchè il Cavallo di Troia possa essere finalmente fruibile da parte di tutti, scongirando così il rischio di vederlo smontato e addirittura distrutto. Nel frattempo, la mostra “Eroi e miti di Lagaria”, con la ricostruzione del Cavallo di Epeo, resterà chiusa al pubblico.

Vincenzo la Camera

 

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