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Trebisacce. Vanzetti, Silenzi e le contrapposte tesi su Broglio

Trebisacce. Vanzetti, Silenzi e le contrapposte tesi su Broglio
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Da sinistra: Silenzi, Brigante e Vanzetti

“Immaginare Broglio come alfabeto per conoscere e valorizzare il territorio”. E’ stato questo il tema con il quale la nuova amministrazione comunale di Trebisacce ha inteso dare il via alla programmazione culturale e sul quale si sono confrontati, e a tratti vivacemente contrapposti, l’architetto Maurizio Silenzi appassionato e ricercatore di storia antica ed il professore Alessandro Vanzetti docente di proto-storia alla Sapienza, successore del compianto Renato Peroni che per circa 30 anni ha indagato con la sua èquipe di ricercatori tra le viscere di Broglio, contribuendo a farne uno dei siti archeologici più importanti d’Europa.

Materia del contendere, il ruolo del sito di Broglio ed i possibili legami storici con la nascita di Trebisacce, sui quali le tesi dei due relatori sono risultate decisamente divaricanti: frutto di studi personali ma anche di una buona dose di immaginazione quelle di Silenzi, più rigorose e supportate da anni di indagini oltre che di ritrovamenti, quelle di Vanzetti. Coordinatore della serata culturale promossa dal Comune dal sindaco Mundo e dal delegato alla Cultura Caterina Violante, il maestro Mario Brigante. In pratica, per Silenzi Trebisacce è stata fondata nel periodo del Bronzo Medio dove sorge l’attuale centro storico, tra le mura del Bastione, come luogo di prossimità alle attuali “vigne” e ad una grande distesa di acqua con poca profondità, detta“Salina”, che gli indigeni sfruttavano per la pesca oltre che per la produzione di sale. Lo stesso nome Tre-bis-acces”, da cui Trebisacce, deriverebbe dai due “accessi” costituiti dai due canali di flusso e deflusso dell’acqua dalla salina, uno a nord e uno a sud, mentre Broglio, per l’architetto Silenzi, sarebbe stato solo un “luogo templare” dedicato al dio Dioniso e non un villaggio stanziale abitato dal popolo degli Enotri, come sostengono da sempre gli archeologi che hanno indagato su Broglio per circa 30 anni. Secondo Silenzi ne farebbe testo del resto il mancato ritrovamento di una necropoli.

Di tutt’altro avviso il professore Vanzetti che per anni ha seguito il professore Peroni da studente-modello il quale, col supporto di grafici, di dati, di reperti di varia natura, esaminati e legittimati da studiosi di fama europea, ha ribadito che a Broglio, sempre all’epoca del Bronzo Medio, era insediato un villaggio (con annesso luogo templare), abitato dagli Enotri, uno dei primi popoli italici, costituito da gente dedita alla pastorizia, alla coltivazione dell’ulivo ed al commercio della ceramica, che intratteneva rapporti commerciali e culturali con la Grecia di Micene e che non ha alcuna relazione “documentata” con l’antico abitato di Trebisacce. Ne fanno testo, secondo Vanzetti, le strutture abitative insediate su tre livelli, le fortificazioni, le abitazioni, i forni, le forge, i magazzini e i doli rinvenuti al loro interno. Un villaggio la cui storia si interrompe con la nascita di Sibari e lo strapotere dei Sibariti. Almeno su questo i due studiosi si sono trovati d’accordo.

Pino La Rocca

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