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Castrovillari, autista licenziato ancora in catene nel silenzio delle istituzioni

Castrovillari, autista licenziato ancora in catene nel silenzio delle istituzioni
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«Non voglio alcun risarcimento ma solo il mio posto di lavoro»

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Non ha nessuna intenzione di arrendersi Rosario Rummolo, nella protesta ad oltranza contro il suo licenziamento avvenuto lo scorso marzo 2015 [LEGGI]. Il giovane castrovillarese è un autista di pullman assunto da Ferrovie della Calabria dopo aver vinto un concorso nel 2009. Nel 2013 viene spostato, insieme ad altri colleghi, da un’azienda pubblica ad una privata, Ferloc (ex partecipata da Ferrovie della Calabria), e da lì – racconta lo stesso Rosario – iniziano diatribe sindacali, finché non viene licenziato dopo aver notato incongruenze sulla busta paga, dando inizio così, ad una querelle giudiziaria.

14182100_1872413716321005_231340480_nDa ieri (martedì) Rosario è in catene all’autostazione di Castrovillari, sostenuto da numerosi cittadini, colleghi – ci tiene a precisare – soprattutto di altre aziende, ma pochi rappresentanti istituzionali. Finora hanno mostrato la loro vicinanza, tra gli altri, i consiglieri di Minoranza Ferdinando Laghi e Peppe Santagada, il consigliere di Maggioranza Peppino Pignataro, in qualità di sindacalista, il movimento spontaneo #iostoconrosario, il cui portavoce è Francesco Martino (nella foto). Assenti, fino a questo momento, il sindaco, Mimmo Lo Polito, l’assessore regionale ai Trasporti, il castrovillarese Roberto Musmanno, e rappresentanti dell’azienda, con cui Rosario è pronto a qualunque confronto. «Il sit-in, apolitico, apartitico, asindacale, pacifico, è aperto a tutti».

«Sono disponibile ad un accordo con l’azienda – ha dichiarato il giovane. Non voglio alcun risarcimento ma rivoglio solo ciò che mi spetta, cioè il mio posto di lavoro con Ferrovie della Calabria».

Federica Grisolia

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2 Responses to Castrovillari, autista licenziato ancora in catene nel silenzio delle istituzioni

  1. Alessandro 2016/09/01 at 06:34

    Persevera nella reintegra al posto di lavoro e tieni duro caro collega. Spesso noi operai veniamo dimenticati dalle istituzioni locali e non. La tristezza avviene quando anche per pochi spiccioli miseri anche chi dovrebbe difenderci e tutelarci, vedi alcuni “giudici ruffiani”, non la maggioranza per fortuna, ti voltano le spalle.. Ti auguro di incassare bene i colpi, ma di non mollare… Alessandro.

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  2. Natale 2016/09/01 at 14:21

    Caro collega queste notizie fanno male, perchè fanno capire realmente in che considerazione sono tenuti i lavoratori in questo paese. Spero che qualcuno di quelli che hanno potere decisionale, si passi la mano sulla coscienza e ti reintegrino al tuo posto di lavoro. Sii tenace, non mollare. Un abbraccio da un collega di Salerno.

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