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Morano, a quattro anni dal terremoto riapre la Chiesa della Maddalena

Morano, a quattro anni dal terremoto riapre la Chiesa della Maddalena
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Gioia per l’annuncio di voler velocizzare il processo di beatificazione di don Carlo De Cardona

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Con la liturgia della prima domenica di Avvento, mons. Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, circondato dai fedeli e dal clero moranese, alla presenza del parroco don Gianni Di Luca, del sindaco, Nicolò De Bartolo, e del suo esecutivo, ha restituito, ieri sera (27 novembre), alla comunità di Morano Calabro la chiesa di Santa Maria Maddalena, dopo il sisma del 26 ottobre 2012.

Nella sua omelia, il presule ha sottolineato come la vita non sia solo pancia, affettività, sessualità e come non debba essere ridotta a questa sola squallida dimensione. «Il vizio supremo della nostra epoca è la superficialità – ha detto mons. Savino. Per combatterla urge recuperare spazi di preghiera. Maria Maddalena rappresenta l’icona della possibilità del cambiamento». A margine della messa, il parroco ha ringraziato quanti hanno contribuito a raggiungere questo traguardo. Quindi ha ricordato l’impegno del vescovo emerito, attuale segretario Cei, Nunzio Galantino, dei membri dell’ufficio tecnico diocesano, della Protezione Civile, dell’Amministrazione comunale di Morano, guidata dal sindaco Nicolò De Bartolo. «Questo è l’inizio di un nuovo andare – ha affermato don Gianni Di Luca. E’ tempo propizio per trasformare le nostre spade in falci, le lance in aratri».

Prima della benedizione, l’annuncio del vescovo di voler «velocizzare la verifica per la causa di beatificazione di don Carlo De Cardona», sacerdote moranese insigne per opere e virtù, vissuto nel secolo scorso. «Siamo felicissimi – ha commentato il primo cittadino, Nicolò De Bartolo. La prudenza della Chiesa nell’istruire le cause dei santi, è per tutti sufficiente garanzia di imparzialità di analisi e giudizio. Se oggi il nostro vescovo ci fa dono di questa immensa gioia non possiamo che esultare nello spirito e ringraziarne Dio».

Redazione

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