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Fusione Corigliano-Rossano. Il sindaco Geraci chiama i colleghi di Trebisacce e Villapiana

Fusione Corigliano-Rossano. Il sindaco Geraci chiama i colleghi di Trebisacce e Villapiana
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La fusione tra Corigliano (nella foto) e Rossano tiene sempre banco nel dibattito politico della Sibaritide e della Regione Calabria. Il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, spinge affinchè il presidente Oliverio “interceda” per poter rivedere la legge regionale n.9/2016, che disciplina le procedure referendarie di fusione dei comuni, al fine di poter limare al suo interno quell’elemento che terrebbe poco conto dell’identità municipale dei cittadini appartenenti ai singoli Comuni.

In attesa che il Consiglio regionale analizzi questo aspetto, il sindaco Geraci è pronto ad intraprendere sul territorio nuove iniziative tese a mantener vivo il dibattito sulla fusione tra i due comuni «per far divenire l’Alto Jonio un unico soggetto giuridico pubblico capace di riprogrammare il proprio diffuso benessere e conseguire una consistente occupazione per i nostri figli».

Per questo motivo il primo cittadino di Corigliano, coadiuvato dall’assessore preposto a questo progetto, Giuseppe Turano, ha intenzione nei prossimi giorni di incontrare i colleghi sindaci di Crosia (Russo), Cassano all’Ionio (Papasso), Villapiana (Montalti) e Trebisacce (Mundo) per stimolarli ad un interresamento verso la fusione di Corigliano e Rossano, in un’ottica di benefici per tutto il comprensorio, anche alla luce di numerosi finanziamenti europei che con tale nuova posizione giuridica si potrebbero ottenere. «Un percorso che, ovviamente – conclude Geraci – dovrà essere vissuto nella più ampia partecipazione possibile».

Vincenzo La Camera

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2 Responses to Fusione Corigliano-Rossano. Il sindaco Geraci chiama i colleghi di Trebisacce e Villapiana

  1. pasquale palma 2016/12/12 at 13:25

    La fusione sarebbe la cosa piu’ sensata,anche per potersi sganciare da cozenza ed avere piu’ autonomia.

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  2. giuseppe Pace 2016/12/14 at 17:52

    Sono un figlio di Villapiana, ma da più di quarant’anni vivo fuori. Trovo questa iniziativa straordinariamente interessante. L’alto ionio calabrese, meglio, la Calabria del Nord/Est è da sempre “un’isola felice”, a cavallo tra culture diverse (calabrese, lucana, campana, forse anche pugliese) ha saputo crearsi una propria identità, non sempre sovrapponibile e/o in toto a quella calabrese. Troppo lontano da Cosenza, figuriamoci da Catanzaro e prima ancora da Reggio. Credo che il progetto debba coinvolgere anche Castrovillari e più in generale tutto il comprensorio, sia costiero che interno. Significherebbe avere una diversa forza contrattuale sia con la politica locale che nazionale. Le masse, come sappiamo fanno consenso e, tanto più ne fanno, tanto più meritano ascolto. Noi (scusate se uso impropriamente questo “noi” ma, sempre forte è il legame con la MIA terra, nonostante tanti anni di lontananza) da decenni non esprimiamo politici di “rango” ne nazionali ne regionali e, per giunta, siamo stati sempre legati al carro di qualcuno. LIBERIAMOCI

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