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In Calabria primo Festival delle Spartenze. Il racconto di “chi resta” e di “chi torna”

In Calabria primo Festival delle Spartenze. Il racconto di “chi resta” e di “chi torna”
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Il tema delle migrazioni, grazie al racconto e al vissuto “di chi resta e di chi ritorna” per dare un contributo e sanare la frattura culturale causata dai fenomeni migratori. Proiezioni cinematografiche, mostre, canti, balli, presentazioni di libri, laboratori per i più piccoli, incursioni teatrali, anticipazione di progetti artistico-culturali, dibattiti e degustazioni enogastronomiche “meticce”. E’ in Calabria il primo Festival Italiano delle Spartenze, a Paludi (Cs). Una due giorni, 28 e 29 dicembre, organizzata dall’associazione culturale “AsSud”, e patrocinata da Comune di Paludi, Provincia di Cosenza, Regione Calabria, Comites di Montreal, Rete Italiana di Cultura Popolare, Rubbettino Editore, l’associazione Fratres, la Comunità Radiotelevisiva Italofona, Next New Media, Ferrari Editore, Istituto Cooperazione Paesi Esteri.

Un ricco programma che vede come protagonisti attori culturali, società scientifica e l’intera comunità. Nel progetto sono coinvolte, inoltre, le scuole del territorio e le associazioni locali. A conclusione dell’evento, sarà assegnato il Premio “Spartenze 2016” agli emigranti che hanno saputo integrarsi con successo nelle comunità di arrivo mantenendo forte il legame con il paese di origine.

«Abbiamo scelto Paludi – spiega il direttore del Festival, Giuseppe Sommario, ricercatore presso l’Università di Messina, studioso dei fenomeni migratori – perché, oltre ad essere il luogo in cui sono nato, è uno dei tanti borghi italiani “in via d’abbandono” con un’incidenza dell’emigrazione sulla popolazione del 163,7%». Nella primavera del 2017 il Festival approderà in Germania per un secondo appuntamento.

Federica Grisolia

 

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