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Castrovillari. Al Liceo Artistico “Appunti di meccanica celeste”

Castrovillari. Al Liceo Artistico “Appunti di meccanica celeste”
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Sette personaggi si trovano a vivere un momento di sospensione della loro vita, una fase in cui la loro esistenza sembra essere arrivata a un vicolo cieco. La mattina dopo San Lorenzo, arriva a Girifalco, paese calabrese, un circo. Una carovana avvolta da un’aura incantata, un corteo sfavillante di elefanti e domatori, trapezisti, lanciatori di coltelli e illusionisti. La novità scuote la gente ed eccita gli animi, e cambierà per sempre le sorti dei sette protagonisti. E’ “Appunti di meccanica celeste”, il nuovo romanzo di Domenico Dara, scrittore originario di Girifalco, presentato al Liceo artistico “A. Alfano” di Castrovillari tra le letture degli alunni e gli interventi dei presenti. Ad accoglierlo, nell’ambito del progetto Incontro con l’autore, il Dirigente scolastico del Liceo, Walter Bellizzi, la professoressa Maria Francesca Piragine, la professoressa Angela Lo Passo e il sindaco, Domenico Lo Polito, oltre allo stesso Dara che ha discusso con gli studenti di follia, morte, assenza, amore, desiderio, sogno.

«Poetico e filosofico insieme – sottolinea la prof.ssa Piragine in una nota – il libro, che tra le altre cose replica lo stesso interessante registro linguistico presente nel Breve trattato sulle coincidenze, romanzo d’esordio, mescolando insieme un italiano aulico con termini del dialetto calabrese, è suscettibile di livelli di lettura assai diversi, toccando temi universali e suggestioni che coniugano sapientemente un rimando al tempo mitico e sospeso della Magna Grecia con rapide, ma folgoranti, incursioni nel presente e in alcune delle sue istanze sociali e politiche più pressanti».

«L’eterno dilemma filosofico tra necessità e libertà, determinismo e finalismo – continua la docente – viene incarnato da un intreccio narrativo avvincente e complesso, che ci emoziona e ci fa pensare. Le domande, nei romanzi di Dara, non cedono mai alla tentazione didascalica di risposte rassicuranti e semplicistiche, siano esse di tipo filosofico, religioso o scientifico, costringendoci – conclude la prof.ssa Piragine – ad una epoché, ad una sospensione del giudizio che improvvisamente ci rende non troppo dissimili da quei trapezisti del circo di cui parla lo scrittore nel romanzo».

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