Redazione Paese24.it

Roseto avrà il suo Sprar. Ministero finanzia progetto per tre anni

Roseto avrà il suo Sprar. Ministero finanzia progetto per tre anni
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Il Ministero dell’Interno finanzierà per tre anni uno Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifiugiati politici) a Roseto Capo Spulico. Infatti il progetto redatto dal comune dell’Alto Jonio rientra (al 3^ posto) nella graduatoria nazionale diramata dal Viminale. Anche il comune di Roseto Capo Spulico dunque si appresta ad entrare nel controverso sistema dell’accoglienza che tanto sta facendo discutere. Comunque un progetto Sprar è ben diverso dal metodo di accoglienza incentrato sui Centri, come sta avvenendo ad esempio nella vicina Amendolara, dove ancora oggi insistono due strutture di accoglienza che ospitano circa 150 profughi e immigrati, in barba ai parametri stabiliti dall’Anci e dal Governo, che paradossalmente giustifica quella stessa situazione che in base alle leggi risulterebbe off-limits.

otium banner a

Tornando allo Sprar di Roseto, questo, finanziato per circa 320.000 euro all’anno, assieme a Crosia e Cropalati per la provincia di Cosenza, punta ad ospitare 25 richiedenti e titolari di protezione internazionale, o titolari di protezione umanitaria e comunque suddivisi in nuclei familiari. Per l’ospitalità verranno messe a disposizione alcune case dietro corrispettivo economico. L’Alto Jonio ospita anche gli Sprar di Trebisacce, Cerchiara e Plataci. Poi ve ne sono altri a Civita, Castrovillari.

L’Amministrazione Comunale di Roseto, guidata dal sindaco Rosanna Mazzia, ha pensato al progetto Sprar anche e sopratutto per tutelare la comunità da un sistema di prima accoglienza in difficoltà sin dal primo giorno e utile solo a foraggiare interessi privati. Ecco che il sindaco Mazzia ha chiesto alla Prefettura, partecipando a questo bando, la “clausola di salvaguardia”. E cioè la garanzia che, attivando uno Sprar, il comune di Roseto possa considerarsi esente dall’attivazione di ulteriori forme di ospitalità. Per la serie: se proprio lo Stato impone un’accoglienza dall’alto, a questo punto conviene gestirla in maniera intelligente e poco invasiva per la popolazione, sopratutto in una comunità, come quella rosetana, che fa del turismo un elemento cardine per il suo sviluppo. Lo Sprar, a differenza dei Centri di Accoglienza, permette agli ospiti di integrarsi con la possibilità per i più piccoli di frequentare le scuole. E il Comune mantiene una funzione di controllo sul finanziamento erogato dal Ministero. «Inizia una grande sfida – commenta il primo cittadino – che Roseto e i suoi cittadini sono certa sapranno cogliere. Abbiamo fatto la cosa giusta».

Vincenzo La Camera

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *