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Trebisacce. Da Punto Primo Intervento a Pronto Soccorso, la strada è ancora lunga

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Ex Ospedale di Trebisacce: completare al più presto i lavori che sono stati già appaltati e accelerare i tempi della progettazione delle sale operatorie per trasformare l’attuale PPI (Punto di Primo Intervento) in Pronto Soccorso con “codice ospedaliero”. E’ quanto hanno chiesto in un recente incontro svoltosi a Catanzaro con il presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio, il sindaco Franco Mundo e il Delegato alla Sanità Saverio La Regina. Oliverio ha invitato il Direttore Generale dell’Asp Raffaele Mauro a dare seguito con immediatezza all’avvio dei lavori già appaltati della “camera calda” e del Servizio di Dialisi e ad approvare il progetto di ripristino delle sale operatorie. Gli stessi amministratori hanno incontrato il Diggì Mauro alla presenza dell’ing. Vincenzo Ventimiglia tecnico incaricato di redigere il progetto per il ripristino delle sale operatorie al quale lo stesso Mauro e gli amministratori hanno chiesto perentoriamente la consegna del progetto esecutivo di ristrutturazione, delle due sale operatorie, «la cui copertura economica – si legge testualmente nella nota del sindaco – è già stata impegnata dalla regione Calabria con Delibera di Giunta Regionale n. 286 del 21.07.2016 con la quale è stato previsto il finanziamento delle opere strutturali per gli ospedali di “zona disagiata” per una somma di 5milioni di euro».

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Nell’occasione il sindaco Mundo avrebbe sollecitato altresì il Direttore Generale Mauro a dare seguito immediato al Decreto Commissariale n. 30 di marzo 2016, che prevede il reclutamento del personale medico e in particolare degli Anestesisti e di sostituire con somma urgenza il medico del PPI che è stato trasferito all’Ospedale di Corigliano Calabro. Incomunicabilità tra la politica e il management? Burocrazia lenta e farraginosa? Forse l’una cosa e l’altra, sta di fatto che dalla firma del Decreto 30 da parte del Commissario Scura è passato quasi un anno e, mentre la gente continua a morire, le popolazioni locali continuano a sfogliare la margherita sulla riapertura o meno del “Chidichimo”.

Pino La Rocca

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