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Fusione Corigliano-Rossano, con Cassano. «E se la chiamassimo Sibari Città Metropolitana?»

Fusione Corigliano-Rossano, con Cassano. «E se la chiamassimo Sibari Città Metropolitana?»
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Il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianni Papasso, da qualche tempo non solo ascolta con interesse il dibattito sulla fusione tra i comuni di Rossano e Corigliano ma vorrebbe esserne parte attiva, proponendo una fusione che vada oltre le due cittadine del Basso Jonio ma che comprenda anche Sibari e Cassano. Nell’ultimo consiglio comunale a Cassano è stato approvato a larga maggioranza un atto d’impulso che guarda proprio in questa direzione, e cioè la costituzione dell’area Vasta della Sibaritide.

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«Bisogna favorire la fusione di comuni di dimensioni ragguardevoli, che sappiano rendersi protagonisti anche sul piano della programmazione comunitaria al fine del reperimento delle risorse e delle opportunità», ribadisce Papasso rispondendo a coloro i quali nei giorni addietro avevano dichiarato come il sindaco di Cassano volesse entrare in questo processo solo per rallentarlo. Papasso citando la legge 56/2014 che incoraggia l’aggregazione territoriale invita i comuni di Rossano e Corigliano di pensare ad un’ipotesi di fusione che possa inglobare tutta la Sibaritide.

«Notevoli sarebbero le i vantaggi e le aspettative che ne deriverebbero – dice il sindaco -. Ciò permetterebbe di legare i territori su progetti fattivi, attraverso una forte concertazione per uno sviluppo unitario e per fare un salto di qualità, collaborando proficuamente. Alla base di tutto, come sempre, ci deve essere lo spirito di collaborazione, che porterebbe al grande progetto di Sibari Città Metropolitana».

«Quando agli inizi degli anni ’90 si propose il referendum per cambiare il nome alla nostra città – racconta Papasso – ancora i tempi forse non erano maturi, e i cittadini bocciarono la proposta di cambiare il nome di Cassano in Sibari. Sono sicuro che oggi, in primis molti giovani, voterebbero favorevolmente a questa proposta, proprio perché in loro non ci sono incrostazioni mentali».

Vincenzo La Camera

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