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Da Villapiana l’idea di una protesta popolare per riapertura ospedale Trebisacce

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Nella foto, il blocco della Ss 106 all’altezza dello svincolo di Trebisacce, alla notizia della chiusura dell’ospedale (settembre 2010)

Sanità nell’Alto Jonio: è il momento della rivolta collettiva che deve partire da una grande manifestazione pubblica, a cui invitare le autorità politiche, i responsabili della sanità regionale e provinciale, i medici e soprattutto i cittadini per consentire loro di “urlare” la propria rabbia contro la sempre più grave desertificazione sanitaria dell’Alto Jonio. L’ha proposta il capogruppo di Minoranza Luigi Bria nelle vesti di politico e di medico e l’ha subito raccolta il sindaco di Villapiana Paolo Montalti che, condividendo le preoccupazioni del suo avversario politico, ha suggerito di utilizzare il Palacongressi del Centro Polivalente proprio per un’adunata generale che rilanci con forza le gravi carenze della sanità pubblica che, a giudicare da quanto riferisce la cronaca quotidiana, sta diventando sempre più un’emergenza.

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Liste d’attesa sempre più lunghe anche per la diagnostica, ricerca spasmodica di un posto-letto per affrontare le emergenze, riduzione di personale medico che mette a rischio la turnazione nei pochi servizi esistenti, per non parlare dei pazienti che si rivolgono al PPI di Trebisacce convinti di trovare un Pronto Soccorso presidiato da medici e specialisti e talvolta vi trovano la morte. «Altro che riapertura dell’Ospedale, – ha sottolineato Luigi Bria che da medico di base conosce bene le reali condizioni della sanità – qui stanno chiudendo anche l’esistente». E dicendo questo, oltre che alle liste d’attesa, si riferisce al recente trasferimento di un medico del PPI e all’assenza prolungata del Diabetologo presso il Poliambulatorio di Trebisacce che, pur sapendo sei mesi prima che sarebbe andato in pensione col primo novembre, a distanza di oltre tre mesi ancora non è stato sostituito, la qual cosa obbliga i pazienti di una delle patologie più diffuse e perniciose a recarsi a Corigliano, a Cariati, o addirittura a San Giovanni in Fiore. Ma Bria, mai come questa volta in sintonia con il sindaco Montalti che ha ricordato la brutta pagina della cacciata dalla piazza di Trebisacce del Commissario Scura, evidenzia anche le gravi carenze della medicina territoriale e della diagnostica da privilegiare per favorire la prevenzione e per ridurre l’ospedalizzazione dei pazienti. «La responsabilità – ha concluso il dottor Bria – è in capo ai sindaci che sono i responsabili istituzionali della salute pubblica e hanno perciò, nei confronti dei cittadini, il dovere di usare il linguaggio della chiarezza e il dovere di fare squadra tra loro e protestare con forza».

Pino La Rocca

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