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Cerchiara, “Grotta delle Ninfe”. Sentenza Tar toglie a Comune possesso acque sulfuree

Cerchiara, “Grotta delle Ninfe”. Sentenza Tar toglie a Comune possesso acque sulfuree
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Grotta delle Ninfe

Il comune di Cerchiara, per effetto della Sentenza del Tar depositata in Segreteria in data 13 giugno 2012, che in pratica ha respinto il Ricorso presentato nel 2006 dallo stesso Comune nei confronti della regione Calabria, ha perduto il possesso delle acque sulfuree di contrada “Balzo di Cristo”, che alimentano il complesso termale della “Grotta delle Ninfe”. Una sentenza, questa, destinata a riaprire il fronte delle polemiche e ad alimentare una discussione senza fine perché le acque termali che sgorgano dalle ultime propaggini del monte Sellaro sono state sempre considerate un patrimonio del comune e dei cerchiaresi, tanto che lo stesso Comune nel corso degli anni, a partire dal 1970, ha affidato il complesso termale in gestione a privati e solo di recente lo gestiva in modo diretto. In realtà, attraverso la lettura delle quattro pagine della Sentenza, si scopre che per tutti questi anni si è trascinata, tra il Comune di Cerchiara e la Regione Calabria, un lungo e complesso contenzioso, forse sottovalutato dagli stessi amministratori che si sono succeduti nel tempo. In pratica la Regione, oltre a contestare sin dall’inizio la legittimità del possesso delle acque sulfuree da parte del Comune di Cerchiara, aveva diffidato lo stesso ente ad effettuare una serie di adempimenti a cui il comune stesso si sarebbe sottratto. Fatto sta che, a distanza di tanti anni, i Magistrati del Tar della Calabria, Prima Sezione, presidente Giuseppe Romeo e relatore Alessio Falferi, entrando nel merito, dopo aver udito le parti rappresentate dai propri legali e giudicando ”di fatto e di diritto”, hanno respinto il ricorso del comune e compensato le spese, decretando nei fatti la revoca del diritto di possesso delle acque sulfuree da parte del Comune di Cerchiara a cui probabilmente resterà aperta la solo via del ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo, comunque, il complesso della “Grotta delle Ninfe” resterò fruibile.

Pino La Rocca    

 

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