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Amministrative Trebisacce, tutto tace su riapertura Ospedale. Cittadini pronti a disertare le urne

Amministrative Trebisacce, tutto tace su riapertura Ospedale. Cittadini pronti a disertare le urne
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Amministrative di primavera: al primo posto, nei programmi elettorali, deve esserci la riapertura dell’ospedale: “Tutto il resto – per dirla con il compianto Califano… è noia”. Questo perché la salute è il bene primario e a Trebisacce e nell’Alto Jonio, dal 31 marzo 2012, data in cui è stato chiuso il “Chidichimo”, la salute è diventata un diritto negato. E’ il caso dunque, sostengono tanti cittadini sul web che chiedono a quanti si stanno organizzando per concorrere alla guida del Comune, di capitalizzare la circostanza istituzionale più importante, quella del voto amministrativo, per un’azione eclatante, che ponga all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica la questione-ospedale. Ospedale che per molti utenti dell’Alto Jonio è stato delocalizzato a Policoro (Matera). Per la verità non sono pochi quelli che sul web propongono il “non voto di protesta”, invitando i candidati a non presentare alcuna lista e gli elettori a non recarsi alle urne.

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“Qui – sostiene un cittadino comune sul web – non si tratta di chi fa la lista, di quante liste si fanno e di chi si mette in lista, si tratta del torto politico più grave che Trebisacce e l’Alto Jonio abbiano mai subito nella storia, ovvero la chiusura dell’Ospedale. Se tu chiedi a qualsiasi persona nel paese, – si legge ancora – quale sia il problema numero uno da mettere in cima al programma elettorale, risponderà che la cosa più urgente è la riapertura dell’ospedale».

In realtà sulla riapertura dell’ospedale gli amministratori in carica si sono impegnati, utilizzando però la sola strada della concertazione politica. Hanno pure provato, dando forse eccessivo credito agli impegni assunti dai propri referenti politici, a contagiare la gente di un sano ottimismo ma oggi, a distanza di soli tre mesi dall’apertura delle urne, anche a voler essere ottimisti a oltranza, è difficile immaginare che si possa fare quanto non è stato fatto esattamente in un anno. Sì perché fra un mese (31 marzo 2017) sarà passato esattamente un anno da quando il Commissario Scura, anche in ossequio alla sentenza favorevole del Consiglio di Stato, ha sancito attraverso il Decreto n. 30 la riapertura del “Chidichimo”. Il problema è che al Decreto non hanno fatto seguito gli atti conseguenti che aiutassero a renderlo esecutivo.

Pino La Rocca

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