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Rossano, stupro minorenne. Sindaco Antoniotti: «Nessuna clemenza. In città solo gente civile»

Rossano, stupro minorenne. Sindaco Antoniotti: «Nessuna clemenza. In città solo gente civile»
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«Nessuna clemenza verso coloro che commettono barbarie su donne indifese». Questo, in estrema sintesi, è il concetto espresso dal sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti (nella foto) dopo la violenza subita in città da una sedicenne straniera lo scorso mercoledì (22 febbraio ndr), per opera di quattro uomini di origine indiana.

«Chi è ospite in questa città e nel nostro Paese – ha dichiarato Antoniotti – deve rispettare i principi di convivenza e di civiltà ai quali non rinunciamo per nessun motivo e neppure per un attimo. Nei mesi scorsi – ha ricordato il sindaco – abbiamo avviato una campagna di sicurezza su tutto il territorio comunale. Nei vari controlli ed ispezioni, effettuati dalla polizia municipale e con il supporto delle forze dell’ordine e della Prefettura di Cosenza, vennero rilevate diverse e gravi emergenze, igienico-sanitario e sociali. Il nostro ruolo istituzionale – ha aggiunto – non ci consente purtroppo di incidere in maniera efficace e definitiva rispetto al degrado, economico ed umano, in cui versano spesso molti cittadini stranieri, humus in ultima analisi di violenze, eccessi e reati».

Municipio di Rossano

Antoniotti ha riconosciuto che «c’è bisogno di misure più stringenti. Non siamo più disposti ad accettare che si ripetano analoghi atti di violenza. Soprattutto se tali barbarie vengono perpetrate su donne e persone comunque indifese. Lo stupro è un atto criminale che merita pene severe e soprattutto certe. Elogiamo il coraggio dimostrato dalla giovane vittima, alla quale va la solidarietà dell’amministrazione comunale e di tutti i rossanesi, nel denunciare i responsabili. Ringraziamo – ha concluso il sindaco – i carabinieri della compagnia diretta dal capitano Francesco Panebianco che hanno individuato e arrestato quanti, macchiandosi di questo reato tra più odiosi, hanno macchiato anche l’immagine della nostra città e la serenità della nostra comunità e del territorio».

Pasqualino Bruno

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