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Tumori. Perchè anche Alto Jonio e Sibaritide registrano numerosi casi?

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Istituzioni e cittadini non possono più sottovalutare problematica

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Correggere gli stili di vita, incrementare la prevenzione e contribuire, ognuno per la propria parte, a individuare ed a neutralizzare i fattori di rischio che nel territorio dell’Alto Jonio e della Sibaritide stanno determinando un’impennata dei tumori. Eppure si tratta di un territorio completamente privo di inquinamento industriale, ma molto probabilmente contaminato da molti altri fattori di rischio di cui, purtroppo, la popolazione non è neanche informata. E’ quanto sta emergendo nell’intenso dibattito a cui ha dato vita l’accorato appello lanciato nei giorni scorsi (e pubblicato in anteprima da Paese24) da Pasquale Brunacci, originario di Trebisacce, operatore sanitario e sindacalista in servizio da 38 anni presso il CNT (centro nazionale tumori) di Milano il quale, allarmato per il numero sempre crescente di pazienti che si rivolgono al suo Istituto per le più svariate forme tumorali, ha cercato di mettere tutti in guardia i cittadini e le istituzioni affinchè si faccia luce su quella che, nonostante i progressi fatti registrate dalla ricerca scientifica, rischia di diventare una vera e propria epidemia mortale.

aaaAnche per questo Pasquale Brunacci, sollecitato da decine e decine di persone che continuano a scrivergli ed a telefonargli, non vuole fermarsi al semplice appello ed ha avviato contatti per organizzare un grande Convegno medico-scientifico, con la presenza di esperti e di autentici luminari della materia, per cercare di fare chiarezza e per stimolare le istituzioni sovra-comunali a togliere la testa dalla sabbia ed a fare la propria parte. Secondo il dottor Vincenzo Gaudio dirigente-medico che si occupa di prevenzione e sindaco del comune di Alessandria del Carretto dove in pochi anni ci sono stati 5 casi di tumori in persone giovani, il primo e forse unico sindaco a rispondere all’appello di Brunacci, agli inizi di questo secolo i decessi per tumore erano il 3% mentre oggi sfiorano il 35% e, mentre per gli anziani la prima causa di morte restano le malattie cardio-vascolari, per le persone adulte e mature sono diventati i tumori la prima causa di morte.

E purtroppo a questa inquietante casistica, secondo Brunacci, si è ormai iscritto a pieno titolo il territorio dell’Alto Jonio e della Sibaritide che, forse senza saperlo, risulta esposto a fattori di rischio su cui bisogna fare luce: esposizione alle onde elettromagnetiche di tralicci, di antenne, di ponti-radio e di radio-frequenze; vicinanza ai pericoli delle scorie radioattive mal-custodite presso il Centro ENEA di Rotondella dove di tanto in tanto si verificano fuori-uscite di sostanze radio-attive che fanno innalzare, soprattutto in mare, i parametri di eco-compatibilità ambientale. Per non parlale della possibile contaminazione del suolo e delle falde acquifere derivante dalla permanenza di amianto e dalla copiosa quota residua della ferrite di zinco sopravvissuta alla bonifica fatta finora. Insomma, un territorio povero di risorse ma ricco di fattori di rischio.

Pino La Rocca

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2 Responses to Tumori. Perchè anche Alto Jonio e Sibaritide registrano numerosi casi?

  1. Maria 2017/04/01 at 07:20

    Concordo con la denuncia di Pasquale Brunacci e con l’articolo su Paese 24.it di Pino La Rocca:Tumori. Perchè anche Alto Jonio e Sibaritide registrano numerosi casi?
    Spero vivamente che al più presto i politici si pongono il problema delle morti per tumori, tenendo conto anche che sempre più persone giovani nell’Alto Ionio muoiono e le cause sono ben descritte nell’articolo.
    Basta tenere la testa nella sabbia e uniamoci per sollecitare le coscienze dei cittadini, le ASL e i politici di prendere in considerazione la salute dei cittadini per affrontare questo grosso problema che le politiche scellerate ci hanno regalato.
    Maria Oriolo

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  2. Grisolia Roberto 2017/04/05 at 18:22

    Come cittadino dell’alto Ionio mi rallegro perchè finalmente si inizia a parlare di salute, di quella salute che per anni è stata trascurata, infatti sono aumentati i fattori di rischio e diminuiti i livelli di prevenzione. Ringrazio il collega brunacci che si è preso a cuore questa bellissima iniziativa e spero che da parte di chi detiene il potere non rimanga soltanto un convegno..ma che si inizi a fare prevenzione su tutti i campi. Grazie

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