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Castrovillari. Una piattaforma rifiuti a Cammarata? «Ennesima aggressione al territorio»

Castrovillari. Una piattaforma rifiuti a Cammarata? «Ennesima aggressione al territorio»
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Mentre ancora non è stata “tombata” la discarica di Campolescio, il pericolo di una piattaforma per il trattamento rifiuti si aggira in contrada Cammarata (comune di Castrovillari), cuore del distretto agroalimentare di qualità della Sibaritide. A denunciare è Coldiretti Calabria che parla di «ennesima aggressione viste anche le quantità». «Quasi alla chetichella – sottolinea il presidente, Pietro Molinaro – e senza opportune comunicazioni è stato pubblicato il progetto presentato da una ditta alla Regione – Assessorato Ambiente, per ottenere l’autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di una piattaforma per il trattamento, la valorizzazione e lo smaltimento di rifiuti non pericolosi».

Coldiretti scende poi nel dettaglio di alcuni dati riferiti al progetto. «I rifiuti, provenienti da quattro Regioni (Calabria, Campania, Puglia e Basilicata), saranno 402.500 tonnellate all’anno». «La quantità che arriverà – informa Molinaro – è pari a cento volte la produzione di rifiuti di Castrovillari al netto della raccolta differenziata e tra le sostanze chimiche utilizzate per il trattamento chimico-fisico dei rifiuti liquidi vi sono: acido solforico, soda caustica, sale di ferro dell’acido cloridrico, acqua ossigenata, polielettrolita, calce; l’impianto dovrebbe produrre oltre 17.000 tonnellate all’anno di rifiuti da smaltire (oltre 4 volte i rifiuti di Castrovillari)».

Secondo quanto si apprende, «i prodotti ottenuti dal trattamento comprendono ceneri pesanti, scorie e polveri, rifiuti della pirolisi e polveri leggere derivanti dall’impianto di trattamento fumi smaltite esternamente al sito, presso ditte terze autorizzate. Tra i rifiuti trattati vi sono: percolato di discarica, scarti e fanghi di macellazione, fanghi di varia natura e origine tra cui quelli delle fosse settiche, rifiuti da pulizia fogne. L’area interessata al progetto è di circa 23.100 mq. Le acque in uscita dall’impianto sono destinate alle acque delle falde presenti nell’area, utilizzate in genere per irrigazione e abbeveramento o al trattamento in altri impianti».

«Rischi di impatto sulle matrici ambientali – denuncia Coldiretti – avrebbero per l’aria, le acque superficiali, acque sotterranee, suolo, sottosuolo assetto idro-geomorfologico. Nella relazione, vengono evidenziati solo alcuni impatti negativi legati alle attività di progetto e cioè che lo stoccaggio dei rifiuti comporta una rottura del profilo paesaggistico; inoltre, durante  il processo di stoccaggio dei rifiuti si può avere la proliferazione di insetti e roditori e durante  la movimentazione dei rifiuti si ha la formazione di polveri e la generazione di rumore».

«E’ evidente – commenta Molinaro – che tutto questo stona e stride fortemente con la vocazione agricola di  questo territorio». Ciò che chiede Coldiretti è «coerenza al presidente della Regione Mario Oliverio e all’assessore all’Ambiente, per non  disattendere tra l’altro l’impegno a fare della Calabria una regione di eccellenza ambientale e agroalimentare».

Federica Grisolia

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