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Dieci anni di gemellaggio tra Amendolara e Cerano. «Ma ora serve un salto di qualità»

Dieci anni di gemellaggio tra Amendolara e Cerano. «Ma ora serve un salto di qualità»
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Rilanciare il gemellaggio tra Amendolara e Cerano (No) affinchè assuma connotazioni più culturali, economiche, di sviluppo turistico e che diventi scambio di buone pratiche tra i comuni. Questo, in sintesi, il messaggio emerso dalla cerimonia istituzionale di questa mattina (domenica) nella sala consiliare dove i comuni di Amendolara e Cerano hanno rinnovato il loro impegno a proseguire nel gemellaggio stipulato dieci anni fa. In questi giorni ad Amendolara, in occasione della festa patronale di San Vincenzo Ferrer, sono ospiti gli amministratori di Cerano, appunto, e di altri due comuni dell’Ovest Ticino, sempre in provincia di Novara, come Trecate e Romentino, assieme ad alcuni concittadini originari del “paese delle mandorle”. A Cerano e Trecate vivono numerosi amendolaresi emigrati (Cerano circa 850), mentre Romentino è gemellato con il comune di Roseto Capo Spulico per il medesimo motivo, legato all’importante flusso migratorio.

Il giro dei saluti istituzionali lo ha aperto l’ex sindaco di Cerano, Gaetano Quaglia, che assieme all’ex sindaco di Amendolara, Mario Melfi, dieci anni fa firmarono il gemellaggio. E proprio da Quaglia è partita la proposta di dare un tocco di pragmatismo al gemellaggio realizzando qualcosa di concreto a beneficio delle popolazioni coinvolte. Ed in quest’ottica, l’ex sindaco di Cerano ha lanciato l’idea di un comitato per il gemellaggio che possa lavorare in maniera coordinata e programmatica per limare le improvvisazioni e rendere questo legame tra le due comunità fruttuoso e che vada al di là delle pur piacevoli visite nel corso delle feste di paese. Il sindaco di casa, Antonello Ciminelli, ha raccolto l’invito così come la collega di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, entrambi favorevoli ad un salto di qualità. Termine usato proprio dal sindaco di Romentino, Alessio Biondo, che ha parlato di territorio, elogiando le peculiarità dell’Alto Jonio e fornendo degli interessanti spunti per fare rete che tra i comuni calabresi spesso fanno fatica ad attecchire. Per il comune di Cerano c’era il vicesindaco Massimo Fusetto, particolarmente entusiasta per l’accoglienza ricevuta ad Amendolara; così come il sindaco di Trecate, Federico Binatti.

Un gemellaggio allargato insomma, che ha visto protagonista l’Alto Jonio e l’Ovest Ticino, dove finalmente si è parlato, seppur a sprazzi, di territorio, uscendo dalle mura paesane. In quest’ottica, per i primi giorni di settembre a Cerano, l’assessore Tommaso Vitarelli, anch’egli presente ad Amendolara, ha in programma di organizzare un torneo di calcio al quale parteciperanno tutti i paesi rappresentati questa mattina nella sala consiliare di Amendolara, con l’aggiunta probabilmente anche di Rocca Imperiale, di cui l’amministratore ceranese è originario. Cultura, sport, tradizioni, economia dovranno essere gli elementi su cui costruire i gemellaggi presenti e futuri affinchè possano essere visiti dai cittadini come esempi di sviluppo e di crescita delle comunità. Con sport e tradizioni il lavoro è gia iniziato. Si attende ora l’avvio degli altri due fondamentali processi.

Il segretario comunale Nicola Di Leo ha letto l’atto che riconferma il gemellaggio, dopo dieci anni, tra i comuni di Amendolara e Cerano, con le firme sulla pergamena dei rispettivi rappresentanti e con l’aggiunta di quelle dei testimoni nelle vesti dei primi cittadini di Trecate e Romentino. La comunità ceranese è stata accompagnata in questo viaggio anche dal parroco don Federico Sorrenti che ha avuto modo di concelebrare assieme al sacerdote di Amendolara centro, don Franco Gimigliano, prima di essere entrambi presenti alla cerimonia istituzionale. In chiusura, spazio alla consueta consegna delle targhe celebrative. Il gemellaggio – sostenuto anche dalla “Compagnia del ciuccio” che si occupa di teatro popolare e coordinata da Maria Bradascio – ha ricordato come tanti amendolaresi emigrati si sono distinti in tutti i settori: dalla politica allo sport; dal commercio alla cultura. All’unisono, gli amministratori dell’Ovest Ticino hanno, inoltre, testimoniato come la gran parte dei meridionali emigrati nel loro territorio si sono dimostrati un vero valore aggiunto.

Vincenzo La Camera

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