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Trebisacce, opere finanziate da Giunta regionale Loiero. «Che fine hanno fatto i 3 milioni di euro?»

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La zona del "Cannone", nella parte alta di Trebisacce, dove dovrebbe sorgere l'anfiteatro naturale

Che fine ha fatto il finanziamento regionale di 480mila euro destinato alla realizzazione di un anfiteatro naturale a Trebisacce, a ridosso di piazza Cannone da utilizzare per spettacoli teatrali, musicali e per manifestazioni di carattere artistico-culturale? Se lo chiedono in tanti, specie in occasione della stagione estiva, allorquando se ne avverte una maggiore necessità e allorquando l’amministrazione comunale è costretta ad impegnare continue risorse per ripulire e riqualificare quell’area che, nonostante la vicinanza delle abitazioni, si copre di erbacce di sterpaglia tale da rappresentare uno spettacolo poco edificante, oltre che produrre evidenti problemi di sicurezza, oltre che di decoro urbano. Il progetto, redatto all’inizio del mandato della Giunta-Bianchi sulla scorta di una suggestiva idea-progettuale del Consorzio di Bonifica “Ferro e Sparviero” (geometra Pino Genise), era stato accolto dalla Regione ed era stato oggetto di un finanziamento già “decretato” da parte del governo-Loiero, assessore ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato e poi temporaneamente sospeso dal subentrante governo-Scopelliti per presunti approfondimenti di tipo contabile. Da allora però, pur essendo trascorsi circa cinque anni, del progetto non si parla più. Proprio in questi giorni, in concomitanza con la pulizia generale del paese, l’amministrazione comunale ha affidato ad una ditta esterna l’incarico di pulizia delle aree sottostanti il Bastione e piazza Cannone ma il problema, secondo molti cittadini, potrebbe essere risolto in modo definitivo e funzionale realizzandovi un artistico anfiteatro naturale, incastonato ai piedi del centro storico.

La conformazione naturale dell’area del resto agevolerebbe di molto un intervento che non risulterebbe affatto invasivo anche per il contesto in cui si trova. Vi troverebbero facile allocazione una serie di gradoni tali da ospitare 400/500 posti a sedere distribuiti a semi-cerchio attorno ad una platea centrale destinata al palcoscenico. L’anfiteatro naturale, sul modello del teatro “Portella” di Oriolo, dove ogni anni è in calendario un cartellone teatrale di livello nazionale, determinerebbe la valorizzazione storica del “Cannone”, l’unica fonte di prelievo di acqua potabile dell’antica Trapezakion. Per la verità, quella dell’Anfiteatro era una delle tante opere pubbliche finanziate dall’allora assessorato ai LL.PP. al termine della legislatura: si trattava di un totale di circa 3milioni di euro, destinati a finanziare una serie di opere pubbliche di cui si avverte estrema necessità, non solo per migliorare la qualità della vita, ma anche per dare ossigeno all’occupazione attraverso nuove occasioni di lavoro: 1milione e 200mila euro per una Casa per anziani, 750mila euro per la riqualificazione del lungomare storico e dell’area delle pescherie, 480mila euro per la riqualificazione del quartiere “Cannone” e la realizzazione di un anfiteatro comunale, 300mila euro per la realizzazione di una Chiesa nel quartiere Pagliara e circa 200mila euro per il ripristino della costa devastata dal mare in località “108”. I nuovi amministratori hanno il diritto-dovere di chiedere conto alla Regione per quei finanziamenti. Altrimenti si fa sempre più strada il sospetto che il governo regionale finora abbia avuto nei confronti di Trebisacce e dell’Alto Jonio una mano molto lunga e vorace per sottrarre strutture e servizi (vedi vicenda scabrosa dell’ospedale) e una mano molto corta e sparagnina nella elargizione di risorse, peraltro già assegnate e decretate.

Pino La Rocca

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