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Castrovillari, svelata panchina rossa contro il femminicidio. Un simbolo più forte dell’indifferenza

Castrovillari, svelata panchina rossa contro il femminicidio. Un simbolo più forte dell’indifferenza
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“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l’indifferenza dei buoni”. Questa è la frase di Martin Luther King scelta per la targa che rimarrà affissa lì, sulla panchina rossa inaugurata questa mattina (domenica 14 maggio), nella giornata dedicata alle mamme, in ricordo delle vittime di femminicidio. E di certo non hanno mostrato indifferenza tutti coloro che hanno sfidato il sole di mezzogiorno per essere presenti a quella riflessione dedicata a ciò che ormai è una vera e propria piaga sociale, la violenza sulle donne. Cittadini, rappresentanti delle associazioni locali (Aicc, Gli Amici del Cuore, Aiga, centro anziani “L’Amicizia”, Khoreia 2000, Mystica Calabria, centro anziani “Varcasia”, Accademia Pollineana), istituzioni, forze dell’ordine. L’idea, nata dalla sensibilità di una cittadina, Ivana Grisolia, dottoressa in Discipline Economiche e Sociali, è stata accolta dall’Amministrazione comunale che ha collaborato alla realizzazione dell’evento, a cui hanno partecipato, tra gli altri, – moderati dal giornalista e direttore della nostra testata Paese24.it, Vincenzo La Camera – il sindaco della città, Mimmo Lo Polito, la sua vice, Francesca Dorato, il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, e il sindaco di San Basile nonché consigliere provinciale, Vincenzo Tamburi.

Il valore della dignità umana, la parità dei diritti, la necessità di sensibilizzare ed educare i più piccoli a diventare uomini rispettosi, ma soprattutto la convinzione che questa panchina debba rappresentare l’inizio di un percorso, facendo rete, per dire “no” ad ogni forma di violenza e la speranza che il rosso sangue possa, invece, simboleggiare la passione dell’amore. Queste le riflessioni emerse durante l’incontro, arricchito dalla lettura di poesie e monologhi a tema. Per poi concludere con la testimonianza della signora Matilde Lanzino che, insieme a suo marito Franco, rappresentano la prova tangibile di come il dolore possa essere affrontato aiutando chi è in difficoltà. La loro Roberta, a soli 19 anni, mentre andava al mare a bordo del suo motorino, viene selvaggiamente aggredita, seviziata, violentata e uccisa.

Da una tragedia, la speranza. Nasce così, a Rende, la Fondazione “Roberta Lanzino” Onlus, in un tempo in cui ancora la violenza sulle donne non era riconosciuta e rappresentava quasi un tabù. Particolare rilevanza acquista, poi, la costruzione della “Casa di Roberta”, una struttura abitativa che accoglie donne e minori maltrattati e vittime di violenza. Perché – come ha sottolineato la signora Matilde, mamma coraggio, nel suo emozionante intervento – queste donne devono avere l’opportunità di riprendere in mano la propria vita. Di ricominciare. Devono ritrovare la propria dignità di persone, iniziando dalla possibilità di avere un lavoro, anche il più umile.

A svelare la panchina rossa, collocata di fianco al portone del Protoconvento francescano, sede della Biblioteca civica e location di numerosi eventi culturali, anche il baby sindaco, Nicola Rubino. Una panchina dal forte valore simbolico, che diventa “antidoto” all’indifferenza, dove ciascuno può sedersi e dedicare un pensiero alle troppe donne che non ci sono più, uccise per mano di uomini violenti, e volate in cielo proprio come quei palloncini bianchi lasciati andare, a fine incontro, con lo sguardo verso l’alto.

Federica Grisolia

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