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Trebisacce, con “Spending review” speranze per piccoli ospedali. Fials sprona sindaci sibaritide

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L'ex ospedale di Trebisacce

Il decreto sulla “Spending review” (riduzione della spesa pubblica) salva i piccoli ospedali e rinvia la palla nelle mani delle Regioni: nell’Alto Jonio, dove l’ospedale di Trebisacce è stato già chiuso da un pezzo, si può tornare a sperare e ci si deve organizzare per finalizzare al meglio il correttivo fatto inserire nel Decreto dal ministro della Sanità Balduzzi. Tali strutture, secondo il nuovo Decreto, non verranno obbligatoriamente chiuse, come da proposte precedenti, ma si dovrà tener conto delle effettive esigenze dei territori, a ciascuno dei quali dovrà essere garantito il numero di 3,2 di posti-letto per 1.000 abitanti. La responsabilità in merito passa alle Regioni. A esprimersi in questi termini e ad invitare i sindaci a riprendere la battaglia è la FIALS (sindacato autonomo lavoratori della sanità) che esprime soddisfazione e lancia l’appello alla mobilitazione ai sindaci ed alle forze politiche del territorio. «Se un ospedale, a prescindere dalle sue dimensioni, –  ha scritto il segretario aziendale della Fials Antonio Paolino interpretando il Decreto-Balduzzi – è essenziale per garantire l’emergenza-urgenza nel territorio, deve essere salvaguardato e non deve prevalere la logica dei territori politicamente più forti che vengono privilegiati a scapito delle aree più deboli ed emarginate della Calabria. E quanto sia importante per l’Alto Jonio l’ospedale di Trebisacce – aggiunge il sindacalista della Fials – lo abbiamo verificato in questi, con i disagi, le peregrinazioni alla ricerca di un posto letto e con le morti di alcuni pazienti che potevano essere salvati».

Secondo Paolino «in questi pochi mesi  presso questi centri-spoke si sono verificati momenti di vero panico sanitario, con le responsabilità dei politici ribaltate sui medici e con i cittadini costretti ad essere sballottati da un ospedale all’altro come veri e propri pacchi postali. Ecco perchè la Fials – aggiunge il segretario aziendale anche a nome della segreteria provinciale – vuole lanciare un accorato appello ai sindaci ed a tutti i rappresentanti politici della Sibaritide, anche a quelli che presumono di avere tutto ed in realtà non hanno niente, poichè la realtà che abbiamo di fronte ci dice che il cittadino è la vera vittima di una logica spartitoria che alla fine non tutela più nessuno, nè gli utenti, nè il personale sanitario. Ritroviamo il senso dell’appartenenza ad un territorio omogeneo che, dividendosi come è avvenuto finora, rischia di essere egemonizzato dai più forti e battiamoci tutti insieme per difendere i LEA di tutti i cittadini, a prescindere dai colori politici e delle aree di appartenza. Il risultato – conclude Paolino – sarà quello di decongestionare i centri-spoke e di produrre, attraverso la salvaguardia dei presidi sanitari “di confine”, l’abbattimento della crescente mobilità passiva che si produce ogni anno nell’Alto Jonio e nell’Alto Tirreno».

Pino La Rocca

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