Redazione Paese24.it

Castrovillari, Primavera dei Teatri. La storia di un ipocondriaco e l’attesa di un “codice nero”

Castrovillari, Primavera dei Teatri. La storia di un ipocondriaco e l’attesa di un “codice nero”
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Oggi (mercoledì 31 maggio), seconda giornata di Primavera dei Teatri, il festival sui linguaggi della scena contemporanea ideato e diretto da Scena Verticale. La sera il consueto spazio alle compagnie, oggi provenienti tutte dal sud Italia. Per la programmazione serale l’appuntamento è alle 19.00 al Teatro Sybaris con la prima nazionale de L’incidente – Io sono già stato morto, prodotto dalla compagnia calabrese Teatro Rossosimona (nella foto in alto). Scritto e diretto da Francesco Aiello e interpretato da Giulia Pera, Francesco Rizzo e Gianluca Vetromilo, L’incidente è la storia di un ipocondriaco. Fare le analisi e, soprattutto, attendere i risultati per Francesco è impossibile. Non vuole sapere nulla di cosa accade nel suo corpo. Ignorarlo vuol dire non affrontare il problema. Basta sentire i sintomi di una qualsiasi patologia al telegiornale per mettere in allarme tutti e, prima di tutti, la sua ragazza, Marta. Francesco è vittima di un imbarazzante incidente che lo ha portato a coltivare i suoi timori. Le continue discussioni con Marta e con il fratello Lele lo portano a rievocare episodi del passato, in un serrato montaggio tra reale e onirico, ricordo e immaginazione. Il travaglio interiore di prendere una decisione per gli altri banale, ma che per Francesco è un bivio di fronte al quale potrebbe cambiare la sua vita: riempire o no il contenitore per le analisi delle urine.

Alle 21.00, al Teatro Vittoria, il siciliano Riccardo Lanzarone porta in scena Codice nero, una produzione di Cantieri Teatrali Koreja (nella foto a sinistra). Salvatore Geraci, ex artificiere siciliano, racconta la sua vita: un tempo sospeso e solitario fatto di silenzi, sguardi, speranze e abbandono. Codice nero vìola l’intimità del paziente che aspetta il suo turno. L’attesa diventa l’anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andrà a finire. Il tempo di attesa è indefinito e informe: il protagonista ci vive dentro in una costante altalena tra presente, passato e futuro. Si ricorda chi era e immagina chi vorrà essere. Salvatore attende e non smette di chiedere: “Tocca a me?”. Intanto prepara un fuoco d’artificio che deve esplodere in tempo o forse mai. Cosa hanno in comune la sanità e la polvere da sparo?

Redazione

 

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *