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Amendolara. Intervista a Gianni Esposito (PD). «Siamo diventati il paese del “Tutto tutto, niente niente»

Amendolara. Intervista a Gianni Esposito (PD). «Siamo diventati il paese del “Tutto tutto, niente niente»
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Nella foto, una veduta di Amendolara Marina

Nella nuova rubrica “A tu per tu… con Paese24” incontreremo personaggi del territorio impegnati in politica, nel sociale e nel volontariato, nello sport, nell’imprenditoria, nella cultura, nella chiesa

Inauguriamo questo nuovo spazio con un’intervista a Gianni Esposito, neo segretario del Partito Democratico di Amendolara.

1) Cosa deve aspettarsi Amendolara dal nuovo corso del Partito Democratico? Certamente abbiamo il dovere di rilanciare il dibattito politico ad Amendolara, assopito da troppo tempo. Il PD di Amendolara, il maggior partito cittadino, inutile negarlo, ha avuto una gestione difficoltosa; dall’altra parte l’attuale Amministrazione Comunale non è legata ufficialmente a nessun partito: questi fattori hanno fatto si che la dialettica politica in paese andasse via via scemando. Rispetto al passato lavorerò per una sezione più aperta (non esclude una sede in Marina, ndc) soprattutto ai giovani che devono riscoprire il gusto di impegnarsi per il proprio paese. Da qui a breve procederemo con il tesseramento. Ma in queste prime settimane da quando sono segretario ho già notato una certa curiosità attorno al Pd con nuovi simpatizzanti

2) Cosa l’ha spinta ad aderire al Partito Democratico e ad avvicinarsi a Renzi dopo un trascorso politico differente? Io nasco nel Partito Comunista, transitai nell’UDC perché non mi ritrovavo più in quel vecchio modo di fare politica, sperando che il mio nuovo partito potesse diventare un incubatore di moderati. Le mie candidature politiche sono griffate UDC, sia a livello provinciale che comunale. Ho deciso da qualche anno di aderire al Partito Democratico stimolato dalla politica di Renzi. Una politica di rottura nei confronti del passato, una calamita per tante persone propositive.

3) I comuni viciniori, nonostante le tante difficoltà dovute al periodo storico, stanno provando a caratterizzarsi sul territorio. A Roseto e Trebisacce sventola la bandiera blu; Oriolo è entrato nel club dei Borghi più belli d’Italia; Rocca Imperiale sta cavalcando il progetto green del limone IGP. Come mai Amendolara, seppur con una storia alle spalle di prestigio, annaspa? Il motivo è presto detto: mancanza di programmazione. Si naviga a vista in tutto. Le idee magari ci sono anche, ma non si riesce a concretizzare. L’Amministrazione Comunale (Esposito è stato in Giunta dal 2011 al 2013 nel Ciminelli I, ndc) prima ha provato con la Secca, poi con le fave e i piselli, adesso sta provando con le mandorle, ma i risultati sinora sono stati sempre scarsi. Qualche convegno e poco altro. Nella squadra di governo mancano esperienze e capacità per quello che è richiesto oggi. E poi, questione non certo secondaria, il sindaco ha delle enormi lacune nel settore della comunicazione, gestita con superficialità, anche per le informazioni di servizio ai cittadini. Il sindaco non può essere “un uomo solo al comando”, pensando di poter fare tutto. Di questo passo siamo diventati il paese del “Tutto tutto, niente niente”, parafrasando un recente film comico che irride la politica attuale.

4) L’attuale Amministrazione è in carica da appena un anno. Allora, alla luce delle criticità da lei evidenziate, come si spiega la vittoria plebiscitaria del sindaco Ciminelli nelle elezioni del 2016? Ha impostato la campagna elettorale su promesse e fantomatici progetti che lasciano il tempo che trovano, come il progetto Calypso di cui nessuno ne ha mai capito i contenuti. In questo modo ha fatto leva sulla necessità di lavoro di tanti cittadini. Dall’altre parte, il Partito Democratico è stato reo di una cattiva gestione della campagna elettorale frutto anche di una chiusura a guscio della sezione nei confronti della cittadinanza. Poi una volta che i cittadini, in campagna elettorale, hanno capito l’andazzo, ecco che tanti si sono gettati sul carro sicuro.

5) Che idea si è fatta sulle recenti dimissioni di due consiglieri comunali (Sisci e Mitidieri) in appena un mese? Oggi si aggiunge anche la rinuncia di Falsetti (il primo dei non eletti, ndc) che io considero come una terza dimissione. Mi attengo a quello che ho letto e quindi ai motivi personali/lavorativi. Ma è pur vero che, come diceva qualcuno, “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. E qui abbiamo tre consiglieri che assieme hanno portato a casa circa 300 voti (305, ndc) e quindi erano da considerarsi lo zoccolo duro del progetto Ciminelli.

6) Facciamo un passo indietro. Lei è stato estromesso dalla Giunta assieme all’assessore Adduci nel 2013 per «motivi personali», ha riferito il sindaco. Ma qual è stato il vero motivo? Il mio gruppo nel 2011 appoggiava un altro candidato sindaco ma decidemmo di virare sulla candidatura di Ciminelli, maturata nelle battute finali, perchè era forte la voglia di cambiare che il paese chiedeva e volevamo vincere le elezioni. Una volta in Consiglio Comunale ebbi modo di costituire, assieme ad altri due consiglieri, il gruppo dell’UDC. Probabilmente questa operazione non fu gradita al sindaco – vista anche la sua vicinanza del momento a Forza Italia – e di fatto sancì un allontanamento alimentato poi da altri piccoli episodi che portarono a quella sua scelta. Si sa, tanti sindaci non vedono mai di buon occhio quegli assessori o consiglieri che cercano di lavorare anche in autonomia ragionando con la propria testa. Ma io non pensai minimamente di dimettermi (restando in Consiglio Comunale quasi da nemico in casa, ndc) per non tradire la volontà degli elettori.

(Repertorio)

7) Torniamo ai giorni nostri. Questione migranti. Ad Amendolara si sono vissuti recenti periodi davvero al limite, con la presenza di quasi 200 migranti su una popolazione di poco più di mille abitanti, in Marina. La situazione è riuscita a restare nei ranghi soprattutto grazie al buon senso dei cittadini. Lei pensa che questo fenomeno ad Amendolara poteva e può essere gestito in maniera diversa? La situazione migranti ad Amendolara è una bomba ad orologeria. Al Centro di Accoglienza Straordinaria che è già presente nel nostro comune, potrebbe aggiungersene un altro, in attesa di capire come verrà gestito adesso l’Hotel Grillo. Non credo che i sindaci non possano fare nulla e debbamo piegarsi al volere dei Prefetti. Non penso che il sindaco di Amendolara non sapesse nulla sull’apertura del Cas presso l’ex Hotel Enotria. Nelle casse del Comune sono entrati circa 90.000 euro per l’accoglienza migranti con alcuni cittadini del posto che lavorano nella struttura. I conti sono presto fatti: i migranti fanno gola a molti per una questione di opportunità. Ormai siamo entrati nell’agenda prefettizia e fin quando questa emergenza durerà, Amendolara sarà costretta a farsi trovare pronta. Per quanto mi riguarda l’unica soluzione, al momento, per arginare questo fenomeno, è la richiesta di uno Sprar. Solo così si può intavolare una trattativa con il prefetto, gestendo così pochi migranti ai fini anche di un’integrazione.

8) Come mai, però, il gruppo consiliare del Partito Democratico (di cui Esposito non fa parte, ndc) non hai mai presentato interrogazioni sulla questione migranti per portare la discussione in Consiglio Comunale? Ci impegneremo a farlo. E siamo anche disposti a discutere della questione in piazza per informare i cittadini su quanto sta avvenendo nel paese.

9) A livello nazionale il segretario del Partito Democratico è il candidato naturale a premier. La stessa cosa varrà per Amendolara, tra quattro anni, per le elezioni comunali? Lo prevede lo Statuto del partito. Ma io non punto alla mia candidatura personale, altrimenti non avrei iniziato il mio lavoro già quattro anni prima. Punto alla formazione di un gruppo, soprattutto di giovani. E non me ne vogliano gli altri cittadini. Ma sono convinto che ad Amendolara ci sono diversi giovani professionisti che non vengono presi in considerazione dall’attuale amministrazione e che potrebbero davvero gestire la cosa pubblica in maniera moderna e produttiva.

Vincenzo La Camera

 

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2 Responses to Amendolara. Intervista a Gianni Esposito (PD). «Siamo diventati il paese del “Tutto tutto, niente niente»

  1. Mario melfi 2017/07/20 at 11:28

    Beh , per la verità, la minoranza aveva richiesto in Assemblea pubblica ed in Consiglio Comunale, un Consiglio Comunale congiunto di tutti i comuni dell’Alto Jonio , ma il Sindaco Ciminelli ci ha sempre deriso su tale proposta. Abbiamo richiesto , altresi, la progettazione dello SPRAR , abilmente (pensa lui) il Sindaco Ciminelli si mostrava d’accordo per poi non fare nulla.

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  2. GIUSEPPE PAGANO 2017/07/20 at 18:39

    Apprendo con amarezza che uno statuto di un partito (nella fattispecie il PD) prevede che il segretario sia il candidato ,per così dire naturale,alle elezioni Comunali.E tutti gli altri?Incompetenti?E la democrazia?E……….?Ho avuto la fortuna negli anni appena passati di amministrare,seppur brevemente, Amendolara insieme al Dr.Esposito e al Sindaco Ciminelli e francamente del loro scontro politico,dialettico e quantaltro non se ne può più.Noto,però,che al caro Dr. Esposito,persona stimatissima e preparato politicamente ,piace entrare in un nuovo partito sempre dalla “porta principale”.Un modo di fare e vedere la politica completamente opposto a tante altre persone(anhe del suo partito) che alla pari del segretario del PD potrebbero essere candidabili per le prossime amministrative e vivono la politica semplicemente in mezzo alla gente con umiltà e ottimismo,quotidianamente.Chi si dimette non tradisce nessuno se le motivazioni sono seriamente motivate e il dimissionario viene eletto democraticamente.Personalmente,mi auguro che il prossimo sindaco del Comune di Amendolara non sia un segretario di partito.Sono contrario ai doppi incarichi.

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