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Alpinista calabrese alla conquista del Caucaso

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Italia e Russia unite dalla montagna. Protagonisti, il calabrese Nicola Zaccato, originario di Morano Calabro, e Denis Urubko, alpinista russo. La sfida è la scalata del Monte Elbrus (5642 m. slm) – la vetta più alta della catena del Caucaso – coperto da nevi eterne, che alimentano numerosi ghiacciai, e considerato una delle sette meraviglie della Russia. Tecnicamente l’impresa si snoda su 14 giorni, dal 9 al 22 luglio. Dall’arrivo nella città di Terskol, centro base di raccolta, ad Azau, centro base per l’ascensione, per poi raggiungere la vetta e fare ritorno.

Zaccato, trekker e scalatore, è ormai noto per le sue imprese che si sono protratte oltre i confini nazionali, fino alla conquista del “Tetto d’Europa”, il Monte Bianco nel 2015, sempre con il suo compagno di fatica Urubko. Molteplici, inoltre, le imprese pioneristiche all’interno del Parco Nazionale del Pollino, tra cui la scalata di 10 vette del Pollino in 24 ore (tempo record), cinque delle quali sopra i 2000 mt, e di 100 vette in due anni (tra il 2012 e il 2014) [LEGGI].

A far allargare lo sguardo oltre i confini europei, proprio l’incontro con l’alpinista di fama mondiale Denis Urubko, che si presentò direttamente all’abitazione di Zaccato, chiedendo informazioni sulla catena del Pollino. Un’amicizia suggellata da numerose imprese fino alla decisione di conquistare il monte Elbrus, da molti anni meta di sportivi ed atleti di varie nazionalità, che grazie alla sua conformazione morfologica permette anche la pratica di sport estremi. Il Caucaso rappresenta il confine continentale tra l’Europa e l’Asia. La montagna si trova nella sezione centrale della catena, a circa 65 km a S-SW della città di Kislovodsk, nella repubblica della Kabardino-Balkaria (Russia). Anche se la cresta principale del Caucaso si trova al confine tra Russia e Georgia, le due vette dell’Elbrus sono interamente poste in territorio russo.

La preparazione atletica di Nicola Zaccato – presidente dell’associazione “Identità Territoriale”, nata con lo scopo di promuovere e valorizzare il territorio del Pollino – in questi anni, non si è mai interrotta, passando per uno studio continuo dei percorsi e dei territori attraversati.

Adesso non resta che aspettare il rientro dei due eroi della montagna.

Federica Grisolia

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