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Incendi. Situazione critica a Morano e Mormanno. Anche Oliverio chiede l’esercito

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Altra giornata di fuoco in tutto il territorio calabrese, dal Reggino al Pollino. Questa mattina (venerdì), nell’intera regione erano attivi 45 incendi, alcuni dei quali, nel corso della notte, a causa del vento si sono ulteriormente alimentati. In diverse località turistiche, tra le quali Camigliatello Silano, il fumo e la fuliggine hanno creato forti disagi. Colpiti, inoltre,  i comuni di Rose, San Pietro in Guarano, Longobucco, Celico, dove si sta combattendo con mezzi da terra ed aerei, per evitare che vadano distrutti altri ettari di bosco del Parco Nazionale della Sila.

Tra le situazioni più critiche, vi sono gli incendi di Morano Calabro (nella foto) e Mormanno, comuni, quest’anno, devastati dal fenomeno. Il sindaco di Mormanno, Giuseppe Regina, attraverso una lettera indirizzata al prefetto di Cosenza, al presidente della Regione, ai comandi di Vigili del Fuoco e Carabinieri, nel chiedere una forte e immediata azione sul territorio, ha espresso «totale sfiducia verso un sistema che evidentemente non riesce a considerare con oggettività le priorità  da affrontare», a seguito di «quanto accaduto sull’incendio in località Carpineta, peraltro frontale al centro abitato, quasi spento nella scorsa giornata, segnalato come priorità alta dal DOS in servizio e lasciato riprendere per oltre sei ore nella giornata odierna fino all’arrivo di un primo insufficiente elicottero».

Dalle prime ore della giornata di oggi, in Calabria operano tre canadair: uno su Longobucco, uno sul fronte Rose-Celico-San Pietro in Guarano e uno su Morano Calabro. Anche tutta la flotta aerea regionale è impegnata sui fronti di fuoco.

Il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha chiesto al Ministero dell’Interno la possibilità di impiegare i militari dell’esercito per presidiare e controllare l’intero territorio regionale.

Federica Grisolia

 

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