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Emergenza incendi. «Diciamo basta a sospetto business del legname»

Emergenza incendi. «Diciamo basta a sospetto business del legname»
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Assediata dagli incendi, come tutta la Calabria, Longobucco (borgo immerso nel Parco della Sila) reagisce con un movimento spontaneo di cittadini uniti dalla volontà di sostenere con forza «le istanze di un territorio devastato da atti criminali». Il neo gruppo ha già tenuto la prima assemblea pubblica alla quale hanno aderito i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, con il sostegno del sindaco, Giovanni Pirillo, che ha sposato a pieno la causa, accogliendo la proposta di «costituirsi parte civile negli eventuali procedimenti giudiziari che potrebbero aprirsi a carico degli autori (ad ora ignoti) di tali gesti».

Al termine dell’assemblea, si è deciso di costituire un’associazione a tutela e salvaguardia del patrimonio boschivo, dal nome: “Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro”. I membri, attraverso una lettera indirizzata alle istituzioni nazionali e locali, hanno chiesto di «stroncare qualsiasi meccanismo speculativo che rende gli incendi economicamente vantaggiosi». Maggiore presidio del territorio e il ripristino di tutte quelle figure professionali abilitate alla prevenzione, alla sorveglianza e allo spegnimento degli incendi, un tempo esistenti e ormai sparite. Queste, in sintesi, le proposte avanzate dall’associazione che – annuncia – nel caso in cui queste richieste non dovessero essere soddisfatte, farà sentire la propria voce con nuove petizioni e mobilitazioni.

«Diciamo basta – si legge nero su bianco – a questi gruppi criminali, che si nascondono dietro una regia oscura fatta di interessi economici che ruotano intorno al business del legname, ma diciamo basta anche alle istituzioni che non possono o non vogliono intervenire in maniera risolutiva allo stato di emergenza in cui viviamo da settimane». A tal proposito la neonata associazione chiede, nella lettera alle istituzioni (Comune, Calabria Verde, Procura, Prefetto, Regione, Ministeri Interni e Ambiente), «che vengano destinate al taglio solo le aree e solo gli alberi che sono state effettivamente ed irreversibilmente danneggiate dagli incendi, attraverso l’attivazione di uno scrupoloso servizio di controllo del territorio».

«Le montagne e tutte le creature presenti – dichiarano, ancora, i membri della nuova associazione – fanno parte di un immenso patrimonio da tutelare e salvaguardare. Un bene su cui le autorità competenti dovrebbero puntare per un eventuale futuro della nostra terra, fatto di turismo e cultura. Se si continuano a bruciare i nostri boschi, non ci sarà più alcuna speranza».

Federica Grisolia

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