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Crisi idrica nell’Alto Jonio. Cittadini esasperati

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Prolungata siccità ed emergenza idrica: la gente, privata di un bene essenziale come l’acqua proprio nel periodo in cui è più necessaria, è insofferente e protesta e se la prende con le amministrazioni locali, gran parte delle quali per la verità navigano a vista e non si adoperano, in tempi non sospetti, ad escogitare soluzioni alternative per aumentare le dotazioni idriche dei rispettivi comuni. La Sorical, da parte sua, a causa della perdurante siccità ha messo le mani avanti annunciando una riduzione del 30% nelle condotte adduttrici mentre i sindaci, attraverso apposite Ordinanze, hanno invitato i cittadini ad evitare gli sprechi.

Ecco allora, in presenza di una stagione estiva particolarmente calda e siccitosa e delle conseguenti crisi idriche, gli appelli alle popolazioni da parte dei sindaci a fare uso parsimonioso dell’acqua e le reiterate e stucchevoli scuse per i disagi provocati dalla carenza di acqua di cui sono afflitti tutti i paesi del Comprensorio ed in particolare dei centri costieri nei quali nel periodo estivo si moltiplicano i residenti. Ma non va meglio neanche nei paesi interni, come per esempio a Cerchiara di Calabria, dove il sindaco Antonio Carlomagno nel salutare gli emigrati che ogni anno tornano nel loro paese nativo, non ha potuto fare a meno di preavvertirli sui disagi creati dalla carenza di acqua che ha costretto il Comune a razionare la dotazione disponibile e ad interromperne l’erogazione nel corso della notte. Non va certamente meglio a Villapiana dove, anche per la presenza di migliaia di turisti l’acqua, soprattutto nel centro storico, subisce frequenti interruzioni creando non pochi disagi ai cittadini che si lamentano e rimpiangono gli abitanti del Lido che, dotati di recente di un nuovo e capiente serbatoio, incontrano minori difficoltà.

Stesso discorso vale per Amendolara dove il sindaco Ciminelli è costretto quasi quotidianamente a informare i cittadini di interruzioni idriche dovute oltre che alla riduzione della dotazione, alla frequente rottura delle reti comunali che andrebbero ricondizionate, o rifatte ex novo. Anche qui le proteste affidate al web da parte dei cittadini-ospiti non si contano più e c’è anche chi minaccia di non tornare più in paese per non andare incontro a tali insopportabili disagi. Stesso discorso delle reti comunali da rifare vale per la cittadina di Roseto Capo Spulico che, come è noto, d’estate aumenta in modo esponenziale il numero dei residenti. Ma quest’anno ai problemi idrici non si è sottratta neanche Trebisacce che ha un suo acquedotto comunale che però quest’anno non ha potuto garantire l’autosufficienza e si sono riscontrati vistosi disagi specie nei quartieri più periferici. Ma a chi tocca, ci si chiede, trovare nuove fonti di dotazione per gli acquedotti comunali? Cosa si può fare per evitare lo scaricabarile tra comuni e Sorical? Appena si uscirà dall’emergenza è necessario incontrarsi per dare delle risposte a problemi come questi che confliggono con la pretesa di fare del turismo uno dei sostegni dell’economia locale.

Pino La Rocca

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2 Responses to Crisi idrica nell’Alto Jonio. Cittadini esasperati

  1. vincenzo arcuri 2017/08/20 at 10:49

    sono stato in vacanza in Amendolara come tutti gli anni, ci sono nato, credo che e’ stata l’ultima volta! la crisi idrica ha colpito diversi paesi della nostra penisola, non solo l’alto ionio cosentino, e’ comprensibile, pero’ mai come quest’anno! anziché spendere soldi per fare feste inutili, dico inutili perché sono davvero PENOSE, festa dell’emigrante, festa del gelato, notte bianca in Amendolara ecc.ecc. CHE PENA E CHE TRISTEZZA, iniziate a cavare pozzi, tutta la collina di Amendolara e’ piena d’acqua, basta un pizzico di buona volonta’ e qualche migliaia di euro, svegliati sindaco! ho anche pensato che i turisti non sono voluti in Amendolara.

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  2. Gaetano Conte 2017/08/29 at 11:51

    Capisco il momento critico che stiamo attraversando per la siccità e sono d’accordo per razionalizzare l’acqua ed evitare uno spreco.
    NON CONDIVIDO quando in uno stesso paese,TREBISACCE, la maggior parte del paese ha l’erogazione dell’acqua in modo quasi regolare e il RIONE S.ANTONIO, situato a sud di Trebisacce NON ha l’erogazione del’acqua dalla fine di Luglio 2017.
    Questo rione viene fornito con l’autobbotte messo a disposizione del comune per riempire le cisterne ma la richiesta è talmente tanta da rimanere senza acqua per diversi giorni, senza potersi lavare o usare l’acqua per le cose necessarie e quotidiane.
    Mi chiedo con quale criterio il personale addetto procede nell’eseguire le manovre e quali priorità segue.

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