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Nuovo anno scolastico. Vescovo Savino: «Educhiamo i ragazzi al confronto e alla tolleranza»

Nuovo anno scolastico. Vescovo Savino: «Educhiamo i ragazzi al confronto e alla tolleranza»
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«Un nuovo anno scolastico inizia per voi adulti che operate nella scuola con mansioni diverse concorrenti a educare e a formare bambini, ragazzi e giovani». E’ ai docenti, agli operatori e ai dirigenti scolastici che il vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, mons. Francesco Savino, si rivolge alla vigilia dell’apertura delle scuole. A loro – afferma il presule – è affidato «il delicatissimo compito di leggere la realtà in cui siamo immersi e da essa ricavare segni positivi di cambiamenti possibili su cui avviarsi per contribuire ad orientare, sostenere e alimentare il processo di crescita delle competenze, capacità e conoscenze degli uomini del futuro».

«Occorre che famiglia, scuola e chiesa concordino negli obiettivi educativi da perseguire, nel riconoscimento e nel rispetto reciproco. Non abbiamo indicazioni da offrire – continua don Francesco Savino – né metodi che siano ricette per guarire tutti i mali della nostra epoca, ma una cosa possiamo dirla con forza e chiarezza e la diciamo con gioia e serenità: a Gesù i bambini sono molto graditi. Egli li pone al centro come persone, dice di osservare ed imitare la loro umanità».

Da qui l’invito del vescovo: «Osserviamo i bambini, i ragazzi, i giovani. Impariamo il loro affidarsi a qualcuno davanti ad un bisogno, la disponibilità disarmante a chiedere aiuto, l’umiltà di dichiararsi ignoranti, il desiderio entusiasmante di conoscere, la curiosità di sperimentare personalmente ogni novità, la schiettezza ed immediatezza nelle reazioni che, quando non sono dettate dagli esempi di scelte convenienti insegnate dagli adulti, sanno dare il nome appropriato ad ogni circostanza. Educhiamo i ragazzi al confronto, alla tolleranza e alla condivisione del poco o tanto che si ha e che si è, favoriamo la fantasia creativa che riesce a trovare sempre una soluzione a vantaggio di tutti». Infine, «il silenzio come condizione interiore ed esteriore per un dialogo che sia sull’essenziale» e «l’invito alla resilienza che si nutre di rispetto della ricchezza infinita del mondo della natura, di cui siamo custodi senza esserne padroni o predatori».

Parla di una «grande sfida» mons. Savino, a cui, però, «nessuno si può sottrarre. E tanto meno – conclude – noi educatori».

Federica Grisolia

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