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Terzo Megalotto Sibari-Roseto. «Strategico ma spreca risorse e ferisce il territorio»

Terzo Megalotto Sibari-Roseto. «Strategico ma spreca risorse e ferisce il territorio»
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«Il progetto del 3° Megalotto della S.S.106 Jonica che prevede l’ammodernamento del tratto da Roseto Capo Spulico a Sibari per circa 37 km, è strategico ma spreca risorse, ferisce il territorio e penalizza gli asset dello sviluppo». Pur manifestando «apprezzamento» per la validità dell’opera «strategica ed importante non solo per rendere più sicura la viabilità in Calabria ma perché rafforza la connessione a Sud lungo il corridoio adriatico – jonico -tirrenico», la Coldiretti pone, dunque, una serie di interrogativi e rilievi.

«La progettazione definitiva  – illustra il presidente, Pietro Molinaro – non è stata concordata con tutti gli Enti Locali interessati e non condivisa con tutti i soggetti portatori di interessi socio-economico; un aspetto rilevante considerato che quest’opera deve contribuire a far crescere l’area interessata senza compromettere gli asset naturali (agricoltura di qualità e turismo diffuso) e quindi garantendo uno sviluppo sostenibile e durevole».

«Per almeno due terzi dei complessivi 39 km previsti dal progetto – aggiunge Molinaro – può essere utilizzato l’esistente tracciato, per questo chiediamo a tutti i soggetti istituzionali, Ministero alle Infrastrutture, Anas e Regione Calabria, di intervenire per evitare contenziosi legali, peraltro già avviati». Per tale motivo, Coldiretti chiede, alla Regione Calabria, di «verificare il rischio di spreco di risorse pubbliche e di far rispettare la norma regionale con la quale si intende promuovere e tutelare il paesaggio, l’ambiente e l’attività agricola». Infine, a tutte le Autorità la «verifica delle prescrizioni imposte, dai Ministeri competenti, nell’approvazione del progetto sotto l’aspetto dell’Impatto Ambientale e Paesaggistico».

Federica Grisolia

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7 Responses to Terzo Megalotto Sibari-Roseto. «Strategico ma spreca risorse e ferisce il territorio»

  1. F. Aurelio 2017/09/26 at 22:00

    Cittadini dell’Alto Jonio non vi sorprende questa sorta di difesa accanita del territorio e dell’ambiente invocando quella idea di turismo che da non non c’è mai stata a discapito di una opera che probabilmente servirà anche a portare un po’ di turisti in più dalle nostre parti? Non è che dietro questi movimenti “antimegalotto” si celano oscuri interessi personali? La Calabria e l’Alto Jonio hanno una necessità estrema di infrastrutture e di progresso e non possono perdere questa altra occasione. Smettiamola di fare polemiche e si dia inizio ai lavori!! E soprattutto al “LAVORO” di cui ha tanto bisogno la gente dell’Alto Jonio.

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  2. M.Roberto 2017/09/27 at 08:21

    Quando si fa qualcosa c’è sempre un tornaconto e i nostri politici calabresi ne sanno abbastanza.

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  3. Emanuele 2017/09/27 at 08:56

    concordo pienamente con F. Aurelio: i lavori devono iniziare subito senza se e senza ma…non esiste opera perfetta, esistono opere che si realizzano ed opere che non si realizzano per cui mettiamo via le polemiche e cerchiamo di essere tutti contenti di questa grande opera!

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  4. Francesco 2017/09/27 at 09:33

    Provate a chiedere al sindaco di Cassano quante persone sono state occupate nella costruzione della Sibari-Firmo.

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  5. Eugenio Grisolia 2017/09/27 at 10:02

    Mentre a Brescia hanno finito di costruire la terza autostrada che collega questa città con il Veneto, l’Emilia e il resto della Lombardia, noi continuiamo ad avere come modello le strade polverose dell’Afghanistan.
    Tra strade disseminate di sacchetti di spazzatura, mari inquinati da depuratori fatiscenti, interi boschi completamente dati alle fiamme, costruzioni abusive a ogni angolo… c’è gente che pensa di tutelare l’ambiente scagliandosi contro l’unica opera degna di un paese civile che forse vedrà la luce nel nostro martoriato territorio. Incredibile.

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  6. Mario 2017/09/27 at 10:32

    Da sibari a cariati quanti morti ci devono essere sulla 106 per iniziare i lavori?

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  7. Francesco Rago 2017/09/27 at 16:39

    l a costruzione di questo lotto o megalotto è diventato come la tele di penelope una cosa ridicola.

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