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“Destinazione Italia”. Il treno di Renzi salta l’Alto Jonio

“Destinazione Italia”. Il treno di Renzi salta l’Alto Jonio
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Il treno di Renzi finisce sul binario morto della Linea Ferroviaria Jonica. E così, con il suo viaggio attraverso l’Italia Matteo Renzi sancisce ufficialmente l’impercorribilità della Linea Ferroviaria Jonica. Nel suo viaggio attraverso il Bel Paese per raccattare consensi e rifarsi una verginità, dopo essere arrivato a Taranto con il treno personale “Destinazione Italia”, sale infatti sull’aereo altrettanto personale e atterra a Reggio Calabria saltando, a piedi uniti e a occhi chiusi, il pezzo più antico e martoriato della rete ferroviaria italiana, cioè tutti i circa 400 chilometri della Linea Ferroviaria Jonica che, come è noto a chi abita nella culla dell’antica Magna Grecia, versano in condizioni pietose, ritenendo dunque la Linea Jonica evidentemente indegna di un treno veloce e moderno come il suo.

Una scelta, quella di Renzi, quasi chirurgica, perché da Reggio Calabria Renzi risale sul treno che porta a Rosarno e poi a Capo Vaticano e a Ricadi e quindi si affaccia sullo Jonio, ma solo per pochi chilometri, per finire, all’indomani, a Paola, presso il Santuario di San Francesco per farsi benedire dal Santo Calabrese per eccellenza e da lì ripartire, questa volta decisamente in treno, per Caserta. Per la verità il Segretario Nazionale del PD, seguito da un codazzo di esponenti politici festanti, genuflessi e con il cappello in mano, ha sottolineato a più riprese la grave situazione della Calabria: «Da un lato – ha detto ai microfoni calabresi l’ex presidente del Consiglio affermando di aver promosso il viaggio in treno proprio per ascoltare la gente – c’è un pezzo di Italia che sta volando e lo abbiamo visto con i Referendum al Nord che chiede più autonomia e dall’altro c’è un pezzo di Italia che è in una sofferenza enorme». Accennando solo di sfuggita alle condizioni trasportistiche calabresi Matteo Renzi ha osservato: «Oggi, partendo da Rosarno, faccio tre ore di treno per raggiungere Catanzaro e poi Cirò, mentre da un’altra parte dell’Italia, in tre ore, con l’Alta Velocità, partendo da Roma o da Milano o da Firenze, si percorre mezza Italia». Peccato però che tra le provvidenze nazionali e comunitarie destinate al Sud-Italia non ci sia niente per rifunzionalizzare la Linea Jonica con il doppio binario e l’elettrificazione per farne così un’infrastruttura degna di un paese civile.

Pino La Rocca

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3 Responses to “Destinazione Italia”. Il treno di Renzi salta l’Alto Jonio

  1. enzo manera 2017/10/26 at 09:59

    Ma come, non gli hanno detto che c’era il servizio sostitutivo autobus? Che si è perso!

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  2. Luigi 2017/10/27 at 06:21

    Peccato!!!
    A ME PIACE IL CIRCO EQUESTRE

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  3. PAGANO GIUSEPPE 2017/10/27 at 08:55

    Un vero e proprio peccato che il treno di Renzi abbia saltato l’Alto Ionio Cosentino.Sarebbe stato un confronto costruttivo e molto edificante per noi tutti dialogare con uno dei più grandi “Statisti” della storia d’Italia.Peccato!Resto ,comunque,ottimista e spero per la prossima volta.Nel frattempo,aspettiamo il Governatore della Calabria,invitato dalla locale sezione del PD di Amendolara per un dibattito sulla nuova 106,opera di primaria importanza dal punto di vista della sicurezza e dell’economia del posto.

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