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Trebisacce, furto sacrilego in chiesa. Rubate anche ostie consacrate

Trebisacce, furto sacrilego in chiesa. Rubate anche ostie consacrate
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Furto sacrilego la notte scorsa alla Chiesa della Parrocchia “San Vincenzo Ferrer” di Trebiscace: ignoti, penetrati nella Chiesa (nella foto) che sorge su Viale della Libertà, di fianco al Liceo Scientifico “G. Galilei”, da una finestra posta nella parte retrostante del Sacro Edificio, probabilmente solo in cerca di denaro, hanno messo a soqquadro tutta la Chiesa, rovesciando una Statua della Madonna, scassinando cassetti e mobili della Sacrestia, asportando i pochi spiccioli contenuti nelle cassettine delle offerte e, cosa più grave e sacrilega, hanno portato via strappandolo dal muro il Tabernacolo con le Ostie Consacrate contenuto in una cassetta di legno appesa al muro in quanto la Chiesa, come è noto, è provvisoriamente ospitata in un edificio comunale.

L’inquietante notizia si è subito diffusa suscitando sorpresa e sgomento in tutta la cittadina jonica e in particolare tra i fedeli della Parrocchia “San Vincenzo Ferrer” affidata alle cure di Don Michele Sewodo e, da poco, divenuta “Comunità Parrocchiale” con la Chiesa “Cuore Immacolato della B.V.M.”. Sul posto, oltre ai Carabinieri di Trebisacce al comando del Maresciallo Vincenzo Bianco che hanno effettuato i rilievi ed avviato le indagini, anche il Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio don Francesco Savino e tutti i parroci di Trebisacce, tutti preoccupati e addolorati per il gravissimo gesto di profanazione dell’Edificio di Culto che mortifica tutte e quattro le comunità parrocchiali e rischia di danneggiare l’immagine della cittadina jonica.

«L’atto di per sé ignobile – ha scritto il Presule Savino di concerto con i confratelli Parroci – ci ferisce e ci addolora in quanto è stata portata via anche la cassetta in cui sono custodite le Ostie Consacrate della S.S. Eucarestia e cioè il Corpo di Cristo, dono preziosissimo per tutti, cibo di vita eterna, custodito in un Tabernacolo come in una cassaforte come si conviene ad un bene prezioso. Ci rivolgiamo perciò a tutti i devoti cristiani della Diocesi – ha aggiunto don Francesco Savino – e in particolare ai responsabili del gesto sacrilego affinché, sotto l’azione dello Spirito Santo che opera incessantemente in ognuno di noi, questa cassetta-tabernacolo venga restituita e custodita per l’adorazione. Intanto – ha concluso S.E. il Vescovo – in ogni Chiesa della Diocesi preghiamo insieme in riparazione del gesto sacrilego compiuto senza la consapevolezza che anche in un frammento di Ostia Consacrata ci siamo tutti noi perché c’è il Tutto, il Cristo con la sua Chiesa».

Anche il sindaco della città Franco Mundo, recatosi subito sul posto, ha espresso sconcerto e indignazione. «A nome mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale, – ha scritto il primo cittadino – esprimo la piena solidarietà e vicinanza alla Parrocchia “San Vincenzo Ferrer”, al Parroco don Michele e al Vescovo S.E. mons. Francesco Savino per il grave e sacrilego gesto. Un gesto vile e oltraggioso, quello compiuto, – ha concluso il sindaco della città escludendo opportunamente altre ipotesi fantasiose circa un furto operato su commissione per presunti riti satanici – che segna moralmente e umanamente la nostra coscienza di cattolici e di credenti, ma che non può riguardare e coinvolgere tutta la cittadina, ma è senz’altro da ascrivere a qualche balordo o tossicodipendente, al quale necessitava solo avere la disponibilità di qualche spicciolo».

Pino La Rocca

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