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Spopola il gioco d’azzardo nell’Alto Jonio. A Trebisacce un’ordinanza per arginarlo

Spopola il gioco d’azzardo nell’Alto Jonio. A Trebisacce un’ordinanza per arginarlo
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Gioco d’azzardo: spesi, a Trebisacce, in un anno 3,55 milioni di euro. Il sindaco della città, per arginare un fenomeno ormai consolidato che rischia di creare vere e proprie dipendenze, ha ordinato la chiusura delle ricevitorie e degli esercizi autorizzati all’installazione di macchinette e simili fino alle ore 14. Per essere nuovamente fruibili dalle 14 alle 23.

Davvero inquietanti, infatti, i dati nazionali che emergono dallo studio statistico pubblicato dalla GEDI per il 2016 e riportato dall’Ordinanza Sindacale del Comune di Trebisacce, secondo cui in Italia si spendono circa 95 miliardi all’anno nelle slot-machine, con un pericoloso scivolamento dunque verso il gioco d’azzardo che non risparmia nessuna fascia d’età, a cominciare dai giovani. Trattasi insomma del diffondersi di una vera e propria patologia collettiva, equivalente ad una pericolosa epidemia, che si impadronisce del raziocinio e rende incapaci di resistere alla tentazione, al punto di generare un vero e proprio disturbo mentale da “gioco d’azzardo”. A Trebisacce (poco più di 9000 abitanti), dove insistono 58 apparecchi, secondo questo studio, la giocata pro-capite media è di 390 euro circa. Ma il fenomeno riguarda tutta Italia e quindi anche i piccoli comuni dell’Alto Jonio cosentino, con persone insospettabili, spesso donne e anziani, che sperperano il loro denaro in questo business (per chi lo gestisce ovviamente), autorizzato dallo Stato. Salta all’occhio il dato relativo al Comune di Roseto Capo Spulico, dove la giocata pro-capite annuale si attesta sui 1039 euro per un totale di due milioni di euro sempre per il 2016. Nel comune federiciano di nemmeno 2000 abitanti si trovano addirittura 42 apparecchi. Anche ad Amendolara, con le sue 37 macchinette, la quotidianità di paese è scandita dal rumore degli euro che finiscono nelle “mangiasoldi”. Da queste parti la giocata pro capite è di 535 euro. E questi due comuni, come popolazione, si attestano ben al dì sotto di Trebisacce. Dall’indagine, il comune più virtuoso risulta Albidona, con “appena” 92 euro annuali di giocata pro-capite

Siccome il fenomeno coinvolge anche le fetta più giovane della popolazione e siccome a Trebisacce afferisce una popolazione scolastica di oltre 3mila studenti provenienti anche dai paesi vicini e dalla limitrofa Basilicata, il sindaco Franco Mundo, da responsabile della sicurezza e della salute dei cittadini, ha inteso adottare questa Ordinanza per tentare di arginare un fenomeno che, comunque, alla pari di tanti altri problemi di educazione e di formazione, rimane soprattutto in capo alla famiglia. L’Ordinanza emessa dal primo cittadino ha dunque decorrenza immediata e prevede che l’orario di utilizzo degli apparati di intrattenimento e dei congegni automatici di svago, che comunque prevedono vincite (e perdite!) di denaro, possono essere fruibili dalle ore 14.00 alle ore 23.00 di tutti i giorni, compresi i giorni festivi e, davanti a tutti gli esercizi commerciali autorizzati, compresi i Bar, deve essere apposto un cartello ben leggibile che definisce l’orario di utilizzo delle slot-machine. Un primo passo certo, anche se ci sono comuni non lontani da qui che sono andati ben oltre. Come il Comune di San Severino Lucano [LEGGI QUI] 

Pino La Rocca

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2 Responses to Spopola il gioco d’azzardo nell’Alto Jonio. A Trebisacce un’ordinanza per arginarlo

  1. Giuseppe franchino 2018/01/05 at 17:03

    Complimenti al sindaco di Trebisacce.E si potrebbe fare ancora !!!

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  2. Matteo FITTIPALDI 2018/01/05 at 22:05

    BRAVO, BENE, SINDACO!! Non voglio andare oltre, in merito. Quelle tre parole iniziali, vogliono dire tanto…
    Mi chiedo, anche se la mia domanda è retorica… perchè… di questi giochi devastanti!!
    Lei, ha fatto benissimo.
    La saluto

    Rispondi

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