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Trebisacce. Con “Ensemble Sangineto” il magico suono degli antichi strumenti costruiti da papà

Trebisacce. Con “Ensemble Sangineto” il magico suono degli antichi strumenti costruiti da papà
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Atmosfere magiche, prodotte da sonorità seducenti, musica folk miscelata con il moderno, canti popolari accattivanti, vibrazioni, arpeggi e suoni di strumenti musicali forgiati con mani sapienti e con passione e apprezzati ormai in tutta Europa. E’ stato questo lo straordinario prodotto del Concerto di Musica Celtica di tradizione bretone, irlandese e scozzese mista a suoni popolari calabresi offerti alla fruizione di un pubblico attento e coinvolto dalla straordinaria “Ensemble Sangineto” costituita dal trio formato da Jacopo Ventura e dai fratelli-gemelli Caterina e Adriano Sangineto (nella foto), ormai conosciuta e apprezzata in tutta Europa. Il Concerto, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Trebisacce in collaborazione con la Comunità Parrocchiale “Madonna della Pietà”, con il Club Unesco di Trebisacce e con l’associazione “L’Albero della memoria”, si è svolto giovedì 5 dicembre nella Chiesa “Madonna della Pietà”.

“Ensemble Sangineto” utilizza strumenti musicali di origine antichissima (arpa creativa, salterio ad arco, chitarra classica e acustica) realizzati nel suo laboratorio in Brianza dal maestro liutaio Michele Sangineto, figlio dell’Alto Jonio (Albidona), trapiantato al Nord per ragioni di lavoro, da cui i figli Caterina e Adriano hanno ereditato la passione per la musica folk, per il canto popolare, per la composizione e per il culto di questi antichissimi strumenti realizzati a mano dal papà nel suo laboratorio artigianale.

«È qui, – si legge tra le riga di una sua biografia – dove i sussurri della sua voce riverberano nelle casse armoniche che lo circondano prima di perdersi, che ha il Maetro Liutaio Sangineto perpetuando l’arte manuale del papà Ercole, ha costruito centinaia di strumenti musicali in legno, un materiale vivo, che reclama rispetto. E’ lì – si legge ancora – che questo signore (nella foto), dalla capigliatura leonina e dagli occhi cerulei, partito da Albidona da ebanista e con una valigia di cartone e divenuto ben presto Docente di Musica e poi fine artista manuale – che rianima salteri ad arco, arpe, viole organiste, galoubet. Strumenti musicali andati ormai persi, che il maestro liutaio Michele Sangineto, divenuto ormai un’autorità internazionale in questo settore, con presenze e mostre organizzate in Canada, a Parigi, a Londra riporta in vita questo antico e ormai desueto strumentario musicale prendendo a modello quadri, affreschi e bassorilievi antichi». Strumenti antichissimi, questi, utilizzati per primi dagli antichi Egizi, che per tutto il Medioevo e anche oltre sono stati tenuti lontani dalle Chiese.

Pino La Rocca

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