Redazione Paese24.it

Giornate Fai di Primavera. A Saracena appuntamento con la bellezza

Giornate Fai di Primavera. A Saracena appuntamento con la bellezza
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Un weekend di bellezza con le Giornate Fai di Primavera. Sabato 24 e domenica 25 marzo torna il consueto appuntamento alla scoperta di storia, ambiente e arte del territorio. Il borgo scelto quest’anno dalla delegazione del Fai-Pollino (Fondo Ambiente Italiano) è Saracena, dove oltre cento giovani, appositamente formati, faranno da “Ciceroni” a turisti e visitatori. Si partirà dalla chiesa di Santa Maria del Gamio (nella foto), ricca di opere d’arte con all’interno una grande navata centrale nella quale domina il sontuoso soffitto a cassettoni lignei intagliati ed indorati dall’artigiano Jacono Lanfusa nel 1628. Di notevole interesse anche l’altare della confraternita di San Leonardo in legno intagliato, dipinto e dorato del 1662 che racchiude al centro una tela del santo dipinta da Giocondo Bissanti. A metà della navata  si apre la Cappella di S. Innocenzo Martire con altare in marmi policromi costruito nel 1772 da Marino Palmieri, quindi l’altare della Madonna del Carmine ornata da stucchi del 1791. Nel Succorpo si conserva un buon altare scolpito in pietra con pilastrini adornati dalle figure dei santi Paolo e Leonardo a sinistra e Pietro ed Andrea a destra. Infine, la effigie del Crocefisso risalente ai principi del XVII° secolo.

Si passerà, quindi, alla Chiesa di Santa Maria delle Armi ubicata nel più antico quartiere del paese dove sono conservati, fra l’altro, una Madonna con Bambino risalente al XIII° secolo e di pittore ignoto ed una scultura in pietra del XIV° secolo  raffigurante un giovane guerriero che prega.

Nelle vicinanze sarà possibile visitare anche l’antico Palazzo appartenuto alla famiglia Mastromarchi. Non sarà tralasciato, poi, l’aspetto enogastronomico con il “Moscato di Saracena”, vino liquoroso che si ottiene appunto dalla vinificazione di una varietà di particolari uve che si producono solo in loco. Si racconta che già nel 500 i barili contenenti il Moscato di Saracena venivano imbarcati a Scalea e consegnati in Vaticano per finire sulla tavola di Papa Paolo IV.

«Con la scelta di Saracena – ha dichiarato Donatella Laudadio, capo delegazione del Fai Pollino – continua la scoperta dei luoghi più  interessanti del nostro territorio, ricchi di tradizioni, di opere d’arte e di bellezze che, con le “Giornate Fai di Primavera” cerchiamo di far scoprire agli appassionati ed a quanti vorranno venire a visitare questo borgo situato ai piedi della catena del Pollino».

Federica Grisolia

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *