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Presentato ad Amendolara il primo dolce identitario dell’Alto Jonio

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Anche quest’anno la festa patronale di San Vincenzo Ferrer si è trasformata in una buona occasione per rinsaldare il gemellaggio tra Amendolara e Cerano (NO) con il conferimento di due cittadinanze onorarie: una all’ex sindaco della cittadina piemontese Gaetano Quaglia (che assieme all’ex sindaco di Amendolara, Mario Melfi, dieci anni fa firmò il gemellaggio ndr) e l’altra al cittadino ceranese Mario Ubezio per “l’encomiabile affezione al comune di Amendolara”.

La cerimonia durante un Consiglio comunale straordinario tenutosi nel Castello del centro storico. Presenti, oltre al parroco di Cerano, don Federico Sorrenti, anche il vicesindaco, Massimo Fusetto, e l’assessore alla Cultura, Tommaso Vitarelli. Con l’assessore del Comune di Amendolara Paola Murgieri, uno scambio di targhe a suggello della vicinanza che lega i due paesi e in barba ai pregiudizi che vogliono un netto distacco tra Nord e Sud.

Ma è stato un Consiglio comunale anche all’insegna del gusto. Proprio in una visione del rilancio del territorio come «soggetto nuovo e unico» – così lo ha definito il sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli – reso possibile soltanto grazie ad una rete tra i Comuni e mettendo da parte i campanilismi, è stato portato a battesimo un nuovo prodotto gastronomico, il dolce tipico dell’Alto Jonio cosentino. Mandorle di Amendolara, Limoni Igp di Rocca Imperiale, l’arancio Biondo Tardivo di Trebisacce e la “Bella Enotria” è servita. Una torta secca pensata proprio per essere conservata e, perché no, portata via dai turisti dopo aver trascorso le vacanze ad Amendolara. Nella sua versione fredda, invece, il Limanbio, entrambi realizzati da Daniele Garofalo, di una nota pasticceria della Sibaritide. Per il Comune di Trebisacce, coinvolto nell’iniziativa di marketing territoriale insieme a Rocca Imperiale, presente l’assessore Pino Campanella. La valorizzazione culturale ed economica del territorio, dunque, passa anche dal palato e dal rilancio dei prodotti tipici.

Intanto, le celebrazioni in onore di San Vincenzo continuano stasera (sabato) con i tradizionali “fucarazzi” e domani (domenica) con la santa messa nella chiesa del Convento di San Domenico, riaperta al culto dopo oltre 40 anni. Sempre domani, alle ore 21, nell’Auditorium “Enrico Cappa”, andrà in scena la commedia dialettale “Ah si nascer da nuv”, scritta da Filomena Presta e curata dall’associazione “Libera Diamoci una mano”.

Federica Grisolia

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