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Olio d’oliva dalla Tunisia, dazio zero e costa meno. Ma la Calabria non ci sta

Olio d’oliva dalla Tunisia, dazio zero e costa meno. Ma la Calabria non ci sta
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«L’olio d’oliva importato dalla Tunisia rischia di mandare gambe all’aria il comparto olivicolo calabrese». La Regione prova a correre ai ripari e, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio, ha dato il via libera – all’unanimità – all’ordine del giorno presentato dal consigliere Gianluca Gallo sul tema delle conseguenze dell’eliminazione dei dazi sulle importazione di olio tunisino. «La nostra – sottolinea l’esponente della Cdl – è la seconda regione italiana per produzione di olio extravergine d’oliva dopo la Puglia, con una superficie di oliveti pari a 189.375 ettari e 215 milioni di piante, ma pesa la decisione della Commissione Europea di eliminare, da ultimo, anche i residui dazi sulle importazioni dalla Tunisia, con conseguente aumento delle importazioni stesse e la contestuale riduzione delle quote di mercato anche per gli oli calabresi».

Scenari preoccupanti dovuti anche al fatto che «già oggi la Tunisia esporta in l’Europa, a dazio zero, quasi centomila tonnellate all’anno di olio, ad un prezzo notevolmente inferiore a quello degli oli italiani (circa 3 euro al litro) ed ora destinato ad abbassarsi ulteriormente, con ricadute negative per la Calabria dove, come ricordato da Confagricoltura, si rischiano una crisi del settore e l’abbandono degli uliveti, con ripercussioni sotto il profilo produttivo ed occupazionale».

«Ancor più rilevante – aggiunge Gallo – la volontà di introdurre misure compensative in favore dei produttori di olio extravergine prodotto sul territorio regionale: non è protezionismo, ma una risposta necessaria per fronteggiare quella che si configura essere una forma di concorrenza illecita».

f.g.

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One Response to Olio d’oliva dalla Tunisia, dazio zero e costa meno. Ma la Calabria non ci sta

  1. Emanuele 2018/05/23 at 10:47

    battaglia inutile. l’unica differenza la fa il consumatore selezionando la qualità. il problema è che il consumatore non distingue un olio “De Cecco” o “Bertolli” chimicamente trattato ed un olio estratto naturalmente. quindi prima bisogna fare educazione alimentare altrimenti battaglia persa. questo vale anche per il vino.

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