Redazione Paese24.it

Delfino spiaggiato a Trebisacce

Delfino spiaggiato a Trebisacce
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa
Download PDF

Delfino adulto spiaggiato a pochi metri dalla battigia sul Lungomare Riviera dei Saraceni, nei presso dello Stabilimento Balneare “Makumba”. Capitaneria di Porto, Servizio Veterinario e Vigili Urbani al lavoro per individuare le possibili cause della sua morte e per disporre la rimozione e lo smaltimento della carcassa che si presentava lacerata nella parte addominale e maleodorante in quanto in avanzato stato di decomposizione. La presenza della carcassa del delfino, della specie “stenella” che è quella più diffusa, è stata scoperta e segnalata al numero 1530 della Capitaneria di Porto da un signore che di prima mattina faceva “footing” sul Lungomare e che è stato incuriosito dal cattivo odore emanato dalla carcassa del cetaceo molto probabilmente esposto ai raggi del sole da qualche giorno. Sul posto sono subito arrivati i militari dell’Ufficio Locale Marittimo di Trebisacce guidati dal Comandante Capo 1^ Cl. Np Tommaso Squeo i quali hanno allertato, per gli adempimenti del caso, il Servizio Veterinario dell’Asp di Cosenza ed i Vigili Urbani di Trebisacce. Continua comunque, spietata, la morìa dei delfini, ed in particolare delle “stenelle” che, non a caso, popolano i nostri mari.

bty

E questo perché, secondo quanto sostengono gli esperti, la presenza dei delfini testimonia la salubrità e la perfetta balneabilità del nostro mare, non a caso insignito di Bandiera Blu. Un mare che talvolta diventa fatale per i cetacei a causa della massiccia presenza di materie plastiche come prodotto de “l’usa e getta”, che finisce per danneggiare gravemente l’habitat naturale della fauna e della flora marina e per provocare spesso la morte dei delfini. E’ sempre più frequente, infatti, su tutte le spiagge italiane, l’avvistamento di cetacei spiaggiati da parte dei cittadini che comunque, con le loro lodevoli segnalazioni, contribuiscono ad attivare la catena operativa creata da Ministero dell’Ambiente e Ministero della Salute per il recupero e lo studio degli animali spiaggiati. Una rete che, da quanto emerge dalle cronache quotidiane, sta dispiegando la propria efficacia nell’affrontare il problema delle stenelle che si stanno spiaggiando sulle coste italiche con frequenza dieci volte superiore alla media degli ultimi anni. Per fortuna però, gli Istituti Zooprofilattici stanno eseguendo i necessari esami isto-patologici per comprendere le cause di questa morìa.

Pino La Rocca

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *