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Mandatoriccio, incendiata l’auto del sindaco. «Gesto intimidatorio»

Mandatoriccio, incendiata l’auto del sindaco. «Gesto intimidatorio»
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Incendiata la macchina del sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici. L’episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica e sembra non esserci dubbi sulla matrice intimidatoria del gesto. L’auto (una nuova Punto intestata alla moglie, ma usata soprattutto dal sindaco) era posteggiata di fronte all’abitazione di Donnici, in località Le Ginestre. L’intervento della figlia del sindaco, che si è accorta tempestivamente della presenza delle fiamme, ha evitato che il fuoco potesse espandersi ulteriormente, coinvolgendo, di conseguenza, gli altri mezzi che si trovavano nelle vicinanze.

Donnici ha, quindi, allertato il 112, con l’intervento dei carabinieri. Intorno alle ore 6.45, sul posto, si è recato anche il tenente della compagnia di Rossano. La denuncia circostanziata è stata sporta nella mattinata di domenica dal primo cittadino. Nei prossimi giorni sarà convocato il comitato provinciale di sicurezza e ordine pubblico.

«Pochi sono i dubbi – hanno riferito dall’amministrazione comunale – sulla matrice intimidatoria del gesto, con il sindaco di Mandatoriccio già destinatario di altre e diverse intimidazioni, sin dai primi mesi del suo mandato. Tante e diverse le criticità sulle quali l’esecutivo Donnici, in questi anni, ha deciso di dare risposte forti e determinate, per il ristabilimento e la tutela della legalità, soprattutto per ciò che concerne lo sviluppo della marina, l’annosa questione della demarcazione della linea demaniale pubblico-privato e, quindi, la fruizione di un adeguato e normale piano spiaggia. Sicuramente – si chiude la nota diramata dall’amministrazione comunale – per il riconosciuto impegno e per le iniziative di rottura messe in campo, in tema di governo sostenibile del territorio in un quadro complesso e con la dichiarata mission di difesa della legalità e rispetto delle regole per tutti, Angelo Donnici è diventato punto di riferimento istituzionale nel basso ionio cosentino».

Pasqualino Bruno

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