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Chirurgo calabrese sperimenta nuova tecnica per rara patologia della mano

Chirurgo calabrese sperimenta nuova tecnica per rara patologia della mano
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È calabrese, precisamente originario di Mandatoriccio, il primo chirurgo ortopedico al mondo ad aver utilizzato una particolare tecnica – già usata per altri scopi ma mai in questa circostanza – per il trattamento di una rara patologia della mano, nota come necrosi dell’osso capitato. Si chiama Patrizio Leone, 41 anni, e dal 2009 lavora presso l’ospedale Bolognini dell’Asst Bergamo Est di Seriate (BG).

In particolare, il chirurgo ha fatto un innesto osseo vascolarizzato basato sull’arteria 2,3 del radio, prendendo un tassello di osso dal radio e spostandolo con le relative arterie come se fosse una sorta di trapianto. «Questo – spiega il medico – consente in specifici casi di far guarire fratture che non sono guarite diversamente. La giovane paziente in questione ha avuto un recupero più rapido evitandole una resezione delle ossa carpali e comunque la protesi». E così, dopo sei mesi dall’intervento, il dottor Leone si ritiene «decisamente soddisfatto per i risultati post operatori che – dice – fanno ben sperare per il completo recupero della paziente».

Dopo gli studi superiori a Cosenza, Leone si trasferisce a Modena dove si laurea e si specializza in ortopedia. Va in Spagna per una borsa di studio e poi vince il progetto Leonardo per uno stage di tre mesi in Irlanda per tre mesi. Arriva a Seriate nel 2009 dopo il master in chirurgia della mano fatto a Modena.

f.g.

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