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Furti a Trebisacce, ladri entrano in due case

Furti a Trebisacce, ladri entrano in due case
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Continuano le razzie nelle case di tutti i paesi dell’Alto Jonio, e non solo, da parte di una banda specializzata nei furti presso le abitazioni private che, appena vengono lasciate incustodite dai proprietari, vengono forzate e messe a soqquadro dai ladri che, da quanto si è saputo, provenienti da fuori, cercano per lo più oro e denaro contante. Infatti, di solito, non portano via merce e beni di consumo ma denaro contante e preziosi da poter commercializzare subito.

Questa volta nel mirino dei colleghi di Arsenio Lupin è finita Trebisacce e più in particolare la periferia del centro abitato dove è più facile per i ladri agire con disinvolta sfrontatezza, potendo contare, molto probabilmente, su complici locali che segnalano alla banda quando un’abitazione è provvisoriamente disabitata, o perché i proprietari sono partiti, o perché sono usciti di casa. E’ il caso dell’ultimo episodio verificatosi nella tarda serata, nei pressi di un supermercato. Qui approfittando del fatto che una delle due famiglie che hanno l’entrata in comune era fuori sede e che l’altra era sul Lungomare per la consueta passeggiata, hanno forzato il portone d’ingresso e le porte di accesso ed hanno “visitato” entrambi gli appartamenti, mettendoli a soqquadro alla ricerca di oro e di denaro contante. Non è dato sapere, al momento, il bottino del furto, ma di certo ci sono i danni alle cose e, come conseguenza, oltre alla violazione e alla profanazione della proprietà privata che ha un inestimabile valore affettivo, c’è il rischio della diffusione della paura e di quel senso di diffusa insicurezza che scoraggia le persone, specie quelle più anziane, ad uscire di casa.

Non si tratta, infatti, di casi isolati ma di episodi purtroppo ricorrenti a cui è necessario trovare le contromisure, incominciando dall’attivazione di un sistema di video-sorveglianza più capillare e finendo al potenziamento dei presidi della sicurezza costretti spesso ad operare con organici sottodimensionati.

Pino La Rocca

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