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Da Rocca Imperiale urla di “secessione”. Agricoltori contro Consorzio di Bonifica

Da Rocca Imperiale urla di “secessione”. Agricoltori contro Consorzio di Bonifica
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«Blaiotta non rappresenta più un elemento di garanzia per gli agricoltori di Rocca Imperiale e se non risolverà subito il problema della crisi idrica che mette a rischio le nostre colture chiederemo alla Regione Calabria il distacco dal Consorzio di Bonifica di Trebisacce e l’annessione al Consorzio Bradano-Metaponto della Basilicata». Provocazione forte, quella del sindaco Giuseppe Ranù che, alla testa di oltre 500 agricoltori nella mattinata di venerdì 27 luglio sono confluiti a Trebisacce per gridare tutta la loro rabbia e per rivendicare i propri diritti. Quest’ultima provocazione, in particolare, urlata con tutti i decibel dell’altoparlante sotto le finestre del Consorzio di Bonifica dal sindaco Giuseppe Ranù (nella foto sul trattore) alla presenza di una folla di coltivatori, in realtà equivale alla minaccia di una vera e propria secessione dalla Calabria degli agricoltori rocchesi infuriati per la perdurante crisi idrica e l’annessione alla Regione Basilicata, che dimostra di funzionare meglio sotto tutti i punti di vista ed in particolare nel comparto della sanità e nella tutela dell’agricoltura. E fanno sul serio i produttori del rinomato limone IGP di Rocca Imperiale e, sostenuti dal loro primo cittadino, anche venerdì mattina hanno dato prova di compattezza e di grande determinazione.

Così, giunti con ogni mezzo (auto, camion, furgoni, trattori…) davanti alla sede del Consorzio e impediti di incontrare la Dirigenza, ad aprire le ostilità nei confronti del presidente Blaiotta, reo, a dire del sindaco di Ranù di aver rifiutato con tono sprezzante il confronto con gli agricoltori, è stato Giovanni Margiotta presidente del neo-nato Comitato degli Agricoltori a cui hanno aderito oltre 100 produttori, il quale ha elencate le perentorie richieste degli agricoltori, in primis l’installazione dei “misuratori” in grado di calcolare quanta acqua realmente viene recapitata ai singoli agricoltori e quanta ne viene riservata alla Piana Rocchese che, come ha ricordato Ranù, può vantare un’estensione di oltre 500 ettari e deve quindi essere rifornita in proporzione alla sua vastità. E’ quindi toccato allo stesso sindaco Ranù imbracciare l’altoparlante e inviare messaggi forti e chiari al Presidente Blaiotta ed ai suoi collaboratori.

«Quando oltre un mese fa – ha esordito Ranù dopo aver fatto presente che con 400 l/s di acqua non si va da nessuna parte – ci siamo recati al Consorzio per spiegare con educazione e civiltà le nostre ragioni, il presidente Blaiotta ha minacciato di chiamare i Carabinieri, quasi a cacciarci fuori e ad offendere me e la mia gente. In realtà – ha aggiunto Ranù – chiedevamo solo che, nel massimo rispetto degli altri territori, nella distribuzione dell’acqua ci fosse una maggiore equità ed il rispetto dell’accordo sottoscritto alla presenza del Ministro Martina dai presidenti delle Regioni Calabria e Basilicata in base al quale i litri erogati per Rocca dovevano passare dai 4milioni  a 8milini di metri cubi al secondo. Il Consorzio – ha incalzato Ranù si deve occupare dell’irrigazione e non di sfidare gli agricoltori rocchesi, perché il Consorzio non è proprietà privata della Dirigenza ma degli associati». Così, dopo aver precisato che il problema è di carattere tecnico-idraulico e che a risolverlo deve essere il Consorzio a prescindere dalla discettazione sull’entità del debito accumulato da Consorzio rispetto all’Ente Irriguo Pugliese. Di per sé – ha ammonito lo stesso primo cittadino – è uno scandalo che i consorziati paghino regolarmente i tributi per l’approvvigionamento idrico ed il Consorzio non paghi l’acqua all’ente erogatore. La nostra – ha concluso Ranù – è un’agricoltura d’eccellenza che va tutelata e difesa, nel rispetto della passione e del sudore che vi hanno profuso i nostri padri». Nel concludere il suo appassionato intervento il sindaco Ranù comunque ha annunciato di aver ricevuto conferma che il presidente Oliverio, messo al corrente della problematica, ha convocato per lunedì prossimo a Catanzaro un tavolo tecnico allargato, per esaminare a fondo  l’intera questione e per trovare le soluzioni più opportune.

Pino La Rocca

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