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Alto Jonio, crisi idrica in agricoltura. «Dopo proteste, più acqua ma non basta»

Alto Jonio, crisi idrica in agricoltura. «Dopo proteste, più acqua ma non basta»
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Sospiro di sollievo per gli agricoltori della Piana Rocchese e dei paesi dell’Alto Jonio (Rocca, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Amendolara e Trebisacce) approvvigionati dalla condotta del Sinni proveniente dalla Basilicata. Infatti da questa mattina, 2 agosto 2018, grazie alle battaglie condotte dal Comitato degli Agricoltori presieduto di Giovanni Margiotta e coordinate dal sindaco Giuseppe Ranù, si registra un sensibile incremento del fabbisogno idrico a scopo irriguo. Ne ha dato notizia, con moderata soddisfazione, il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù che ha capitanato fin dall’inizio le iniziative di lotta condotte dagli agricoltori.

Secondo quanto ha comunicato lo stesso primo cittadino rocchese, non siamo ancora al 100% della dotazione idrica prevista dagli accordi sottoscritti l’anno scorso alla presenza dell’allora Ministro Martina dai presidenti delle regioni Basilicata e Calabria, ma è un primo significativo passo in avanti destinato a dare sollievo alle colture arboree che in questo periodo dell’anno vanno in sofferenza. Gran parte del merito, secondo quanto ha rivelato lo stesso sindaco Ranù, è da attribuire all’autorevole intervento del presidente della Regione Mario Oliverio che, messo al corrente delle criticità in atto attraverso il tavolo tecnico organizzato presso la cittadella regionale nei giorni scorsi (nella foto), ha chiesto e ottenuto dalla dottoressa Vera Corbelli Responsabile dell’Autorità di Bacino del Distretto Meridionale, un sostanziale aumento della dotazione idrica proveniente dalla diga di Monte Cutugno in Basilicata che, come è noto, viene gestita dall’ex società denominata “Acquedotto Pugliese”.

«Si tratta – ha dichiarato l’avv. Giuseppe Ranù – di un aumento che porta la dotazione attuale a circa 400 litri al secondo sui 550 l/s spettanti per l’intero territorio calabrese, ma certamente non basta a superare le carenze strutturali che rischiano di mettere in ginocchio l’intero comparto agricolo. La nostra agricoltura, che è un’agricoltura d’eccellenza, – ha commentato Ranù in riferimento alla coltura del limone IGP di Rocca – deve lavorare a pieno regime e perciò nei prossimi giorni – è tornato a minacciare il sindaco di Rocca Imperiale tornando a mettere sul banco degli imputati il Consorzio di Bonifica di Trebisacce – continueremo a lavorare, d’intesa con il Comitato degli Agricoltori, sull’atto deliberativo col quale sarà formalizzata la richiesta di distacco dal Consorzio Integrale dei Bacini dello Jonio di Trebisacce e l’annessione all’ex Consorzio Bradano-Metaponto. Non possiamo infatti sopportare – ha tuonato il sindaco Ranù – forme di squadrismo né, tantomeno, alcuna forma di sudditanza e di assenza di trasparenza nell’utilizzo e nella distribuzione dell’acqua. Per noi – ha concluso il sindaco del “Paese dei Limoni” – l’unico garante resta il presidente della Regione Oliverio e a lui chiediamo l’aumento dei litri a noi spettanti in base alla Convenzione e inoltre l’installazione dei venturimetri/misuratori e un contributo finanziario per la realizzazione di una condotta autonoma destinata alla parte settentrionale della Calabria».

Pino La Rocca

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