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Dieci morti accertati nelle Gole del Raganello. Trovati vivi tre giovani dispersi

Dieci morti accertati nelle Gole del Raganello. Trovati vivi tre giovani dispersi
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Tragedia del Raganello: trovati vivi i tre ragazzi che venivano dati per dispersi. Seppure traumatizzati per quanto è loro accaduto, risultano in buone condizioni di salute. Si tratta di tre giovani pugliesi di 21,22 e 23 che figuravano nella lista dei dispersi. I tre si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro, dove i cellulari non hanno campo e non hanno potuto dare le coordinate per essere rintracciati. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso un tweet ha informato le Forze dell’Ordine dicendo “sono vivi”. E’ l’unica notizia confortante, questa, nell’immane tragedia che ha provocato l’improvvisa piena del torrente e che ha avuto come scenario di morte le Gole del Raganello finora dipinte come un luogo di struggente bellezza che d’ora in poi saranno considerate un campo di battaglia in cui hanno perso la vita 110 persone per lo più di età giovanile. Alla fine i morti accertati sono infatti 1o e tra loro, anche Antonio De Rasis volontario del Soccorso Alpino che nella sua vita è stato l’angelo custode di tantissimi escursionisti che si avventuravano nelle Gole del Raganello e sul Pollino.

I nomi ufficiosi delle vittime sono: Paola Romagnoli (Bergamo, 1963, ricercatrice universitaria); Antonio de Rasis (1986, Cerchiara di Calabria); Gianfranco Fumarola (1975, Cisternino, Br); Maria Immacolata Marrazzo (1975, Ercolano (Napoli); Carmela Tammaro (1977, Qualiano, Na); Antonio Santopaolo (1974, Qualiano, Na); Miriam Mezzolla (1991, Torricelle, Ta); Carlo Maurici (1983, Roma); Valentina Venditti (1984, Roma); Claudia Giampietro (1987, Conversano​).

Le loro salme, dopo essere state ricomposte e dopo aver trascorso la notte nella Palestra delle Scuole Elementari di Civita trasformata in una grande camera ardente, sono state trasferite presso l’obitorio dell’Ospedale di Castrovillari. C’è tuttora un silenzio “assordante” nella piccola comunità di Civita dove è stata dal primo minuto allestita la base operativa della macchina dei soccorsi. Per tutte queste ore, la tranquilla e laboriosa gente di Civita e tutti quanti hanno affollato il piccolo centro arbëreshe situato ai piedi del Pollino è rimasta composta e in attesa, chiusa in uno straziante silenzio, assiepata dietro il cordone predisposto dalle Forze dell’Ordine che ne impediva il passaggio, tutti in ansia per la paura che i morti potessero aumentare con il trascorrere delle ore. Solo all’1.40, nel cuore della notte, come ci ha riferito Enzo Liguori Governatore della Misericordia di Trebisacce la quale ha partecipato dal primo minuto alle operazioni di soccorso, dopo una frenetica ricerca dei vivi e dei morti, è stato rintracciato l’ultimo cadavere tra le arcate del Ponte Raganello che sorge sull’ex Statale che porta a Castrovillari. Le notizie per la verità sono confuse perché non si sa esattamente quante persone fossero all’interno del grande canyon, i soccorritori, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, il Soccorso Alpino vanno e vengono senza sosta.

Pino La Rocca

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