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Raganello. Una luce nella tragedia. Migliorano le condizioni della bimba travolta dalla piena

Raganello. Una luce nella tragedia. Migliorano le condizioni della bimba travolta dalla piena
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Finalmente un miracolo e la fine di un incubo: Chiara, la bambina di 9 anni travolta dalla piena del torrente Raganello che le ha portato via la mamma, sta meglio e dalla Rianimazione è stata trasferita nel Reparto di Pediatria del Policlinico Agostino Gemelli di Roma dove era stata trasferita. La piccola per giorni è rimasta ricoverata in sedazione profonda e con la ventilazione assistita nella Terapia Intensiva dell’ospedale romano. Poi i primi miglioramenti, fino ad arrivare, oggi, al miracolo ed allo scioglimento della prognosi. Intanto gli inquirenti, con a capo il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Castrovillari Eugenio Facciolla che come è noto ha aperto un fascicolo contro ignoti e messo sotto sequestro l’intera area, compreso anche il ponte del Diavolo ricadente nel comune di Civita, hanno stabilito un crono-programma per procedere alle verifiche tecniche all’interno delle Gole del Raganello che sono state teatro lo scorso 20 agosto dell’improvvisa e devastante piena costata la vita a 10 persone.

Di questo si è parlato nel corso del summit degli investigatori convocato a Castrovillari dalla Procura. Sull’esito dell’incontro viene mantenuto il più stretto riserbo e comunque, prima di prendere ulteriori iniziative giudiziarie, si aspetta l’esito dei sopralluoghi sul luogo del disastro per individuare le cause che hanno provocato l’improvvisa e spaventosa piena  di acqua, di fango e di detriti a monte delle Gole, in grado poi di scatenare l’ondata di piena che ha travolto e ucciso i nove escursionisti più la guida, Antonio De Rasis, che li accompagnava. Al vaglio della Procura video e foto per ricostruire quanto accaduto quel terribile pomeriggio. Per il momento non risultano iscritti nel registro degli indagati. Oltre ai sopralluoghi ed ai filmati gli inquirenti lavorano anche per capire perché non sia stata presa in considerazione l’allerta meteo con codice giallo diffuso dalla Protezione Civile Regionale e non mancano quanti, soprattutto sindaci e amministratori, lamentano il fatto che finora spesso e volentieri si è abusato sulla pratica di lanciare allerta-meteo di colore giallo in modo indistinto su tutto il territorio regionale senza specificare nel dettaglio le aree più a rischio.

Pino La Rocca

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