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Trebisacce. Carenza di medici, a rischio il Centro Salute Mentale

Trebisacce. Carenza di medici, a rischio il Centro Salute Mentale
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In grave difficoltà per carenza di medici il CSM (centro di salute mentale), ex CIM, di Trebisacce: dal mese di giugno 2018, cioè dal pensionamento della dr.ssa Enza La Sorte, il carico di lavoro a favore di una popolazione di 60mila abitanti è sulle spalle di un solo dirigente-medico (la dr.ssa Enza Maierà) e tutte le sollecitazioni effettuate finora per dotare il servizio di altri due medici e di altro personale infermieristico, da ultime quelle del consigliere regionale Gianluca Gallo e del sindaco di Trebisacce Francesco Mundo, sono cadute nel vuoto gettando nello sconforto e provocando le vibrate proteste di tantissimi pazienti e delle rispettive famiglie che affluiscono al CSM di Trebisacce provenienti da ben 17 comuni che vanno da Cassano Jonio fino a Nocara, e anche dal di fuori di questo perimetro territoriale.

Eppure il CSM eroga servizi sanitari essenziali per la salute mentale dei pazienti affetti da patologie molto frequenti come ansia, depressione, schizofrenia… che possono essere curate da personale altamente specializzato attraverso trattamenti psichiatrici e psicoterapie, con attività diagnostiche e con visite psichiatriche e psicologiche e assicurando ai pazienti la continuità terapeutica sia con i medici di base che con le strutture di riferimento. Sono infatti tantissimi i pazienti-portatori di disagio psichico, una patologia, questa, sempre più diffusa nella società moderna, spesso vissuta in silenzio e tra le mura domestiche che comunque, oltre ad alimentare il disagio dei pazienti, molto frequentemente destabilizza e mette in crisi l’equilibrio familiare e che richiede quindi un’assistenza continua e qualificata. Sono però lontani i tempi in cui presso l’ex CIM di Trebisacce operavano ben 5 medici e un nutrito gruppo di operatori sanitari che assicuravano una presenza parcellizzata sul territorio. Oggi presso il CSM di Trebisacce opera un solo dirigente-medico tanto da non poter assicurare una presenza sistematica sul territorio ma solo in Ambulatorio e tanto da non poter legittimamente godere del sacrosanto diritto alle ferie per il sovraccarico di lavoro e per la carenza di personale.

Secondo indiscrezioni, pare che di recente il Direttore Generale Mauro avesse assegnato al CSM di Trebisacce altri due medici, che però, come avviene spesso, sarebbero stati dirottati altrove, continuando così ad alimentare il sospetto che, una volta andata in pensione anche la dr.ssa Maierà, lo stesso destino del CSM di Trebisacce sarebbe a rischio e accomunato alla stessa sorte del “Chidichimo”, prima depotenziato di uomini e mezzi e poi chiuso. E tutto questo avviene, come fanno notare i familiari di alcuni pazienti, nello stesso momento in cui i vertici aziendali, con il beneplacito della politica regionale, si apprestava a nominare 14 nuovi Primari caricando il bilancio dell’Asp di una spesa esorbitante con la quale si potrebbero dotare i Centri di Salute Mentale, tra cui quello di Trebisacce, che rimane uno dei primi istituiti dal Sistema Sanitario Nazionale, delle figure mediche necessarie per assicurare ai pazienti-portatori di disagio psichico un’assistenza sanitaria decorosa e degna di un Paese civile. Contro questo sperpero ingiustificato di risorse, sempre secondo i familiari di questi pazienti, non deve ribellarsi il singolo esponente politico, ma tocca a tutti 17 sindaci del territorio fare squadra e pretendere il riconoscimento del diritto sacrosanto alla tutela della salute, sia essa fisica che mentale.

Pino La Rocca

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