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Nascere sotto una buona stella? Lo spiegano dalla Svizzera. Nel team un ricercatore di Oriolo

Nascere sotto una buona stella? Lo spiegano dalla Svizzera. Nel team un ricercatore di Oriolo
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“Nascere sotto una buona stella” non è tanto riconducibile agli astri del firmamento ma quanto a quelli localizzati nel nostro cervello, gli astrociti. Parola di un gruppo di ricercatori dell’Università di Losanna. Tra i componenti del team di ricerca – coordinato dalla prof.ssa Paola Bezzi, neurobiologa al Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali – figura, come primo autore del lavoro, il dottor Francesco Petrelli, giovane ricercatore originario di Oriolo, che, dopo la laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche presso l’Unical di Cosenza e il dottorato in Farmacologia conseguito tra Cosenza e Losanna, ha continuato l’attività di ricerca nel campo delle neuroscienze all’Università di Losanna, città dove vive dal 2012. Nel 2017, a Basilea, il lavoro coordinato dal dottor Petrelli è stato insignito del prestigioso premio “Best Volker Poster Prize” – per la categoria di “Developmental and Molecular Neuroscience” –  dalla Swiss Society of Neuroscience (SSN).

Che cos’è la personalità? Quali parti del cervello sono coinvolte e quali cellule? Quali funzioni cerebrali possono definire meglio la personalità? Dalla ricerca è emerso che la personalità è un compendio complesso di caratteristiche comportamentali più o meno stabili, che si formano in base alle esperienze e sulle quali influiscono sia la genetica (cioè le caratteristiche trasmesse dai genitori) che il corretto sviluppo e funzionamento di alcune aree del cervello. «Nel nostro lavoro – spiega il dottor Petrelli – abbiamo innanzitutto dimostrato i meccanismi molecolari attraverso i quali gli astrociti della corteccia prefrontale regolano i livelli di dopamina durante lo sviluppo post natale del cervello e di come queste cellule possano influenzare la nostra capacità di adattamento imposta dall’ambiente. La dopamina è uno dei neurotrasmettitori più importanti del nostro sistema nervoso perché è conosciuto come il neurotrasmettitore del piacere. La sua funzione principale è quella di attivare i circuiti di ricompensa del cervello, ma ne compie anche altre meno note come quella, appunto, di regolare le funzioni cognitive complesse della corteccia prefrontale».

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Molecular Psychiatry”, conferma che accanto alle vie principali di elaborazione dei processi comportamentali ne esistono altre che coinvolgono le cellule stella. La formazione della personalità – emerge dallo studio – è un processo complesso che prevede il corretto sviluppo di molte aree cerebrali di cui la corteccia prefrontale risulta essere la più importante. Le ricerche in quest’ambito, unitamente a quelle relative al funzionamento del cervello, sono alla base della comprensione delle malattie ad esso collegate. In tal senso, i risultati ottenuti dal gruppo di ricerca losannese potrebbero gettare nuova luce su alcuni meccanismi di base delle succitate patologie. Questa nuova scoperta suggerisce che le cellule stella sono tutt’altro che accessorie, ma dei veri e propri regolatori dell’intelligenza e della personalità. È proprio il caso di dire… “essere nato sotto una buona stella”.

Federica Grisolia

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