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Francavilla. Disagi nell’irrigazione. Cittadini senza risposte da oltre un anno

Francavilla. Disagi nell’irrigazione. Cittadini senza risposte da oltre un anno
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Come si dice, lettera morta. Sono ancora in attesa di formale risposta i circa 70 firmatari di Francavilla Marittima che, più di un anno fa, il 29 agosto 2017, hanno inoltrato una lettera per segnalare il malfunzionamento del servizio idrico irriguo del Raganello, con la qual cosa che crea enormi disagi a tanti possessori di terreni dedicati alla produzione ortofrutticola, attività con la quale diversi firmatari “ci campano”. L’estate scorsa si fece promotore di questa iniziativa, raccogliendo un malcontento diffuso, il dottor Giuseppe Massaro, stimato ginecologo, da sempre attivo nel contesto socio-culturale di Francavilla. La lettera venne indirizzata al presidente del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio cosentino (con sede a Trebisacce), Marsio Blaiotta; al governatore Oliverio; al dirigente del settore Ambiente e Demanio Idrico della Provincia, Anna Viteritti; al responsabile della gestione Irrigazione e Acquedotti Rurali del Consorzio dei Bacini Settentrionali (con sede a Mormanno), Nicola Alberti; al responsabile dell’area tecnico agraria ambientale Forestale (presso Consorzio Bonifica di Trebisacce), Biagio Cataldi e per conoscenza al sindaco di Francavilla, Franco Bettarini e al comandante della locale Stazione dei Carabinieri, Leonardo De Leo.

«Segnaliamo – scrivono i firmatari – la totale mancanza, spessissimo, di acqua o certamente la cronica insufficienza della rete a fornire acqua adeguata ai bisogni colturali delle suddette zone e specialmente contrada Vigne. E’assurdo – continuano – che l’acqua della vasca piccola di raccolta in contrada Rossi debba andare prima giù e poi risalire in contrada Vigne!». Il problema, da quanto si apprende, si trascina da diversi anni senza interventi seri atti alla risoluzione, tanto da spingere numerosi cittadini a lamentarsi ufficialmente senza però mai ricevere risposte. Oltre al danno la beffa. Anzi, doppia beffa. Quella di vedersi “snobbati” dalle istituzioni, o meglio da quegli uomini e donne che oggi le rappresentano. Facendo venir meno – lamentano – quei concetti sacri di democrazia e di tutela del cittadino. E quella di dover pagare «il tributo-gabella, assolutamente elevato in rapporto al disservizio offerto»

«Qualche anno fa con la creazione di una vasca più grande che poteva alimentare anche quella più piccola – scrivono i firmatari – si pensava che il problema potesse risolversi. Invece sembra che questa nuova vasca serva ad alimentare altre utenze, paradossalmente più a valle e non quelle più a monte». Infatti gli utenti lamentano che nei periodi di irrigazione la vasca piccola si svuota in maniera repentina provocando così assenza di acqua. Le zone interessate dal prolema sono contrada Vigne, contrada Rossi, Garoccia, Timponate. I firmatari con il loro referente, il dottor Massaro, nella lettera provano a segnalare anche le possibili soluzioni per arginare il disagio, mantenendo costante il livello dell’acqua nella vasca piccola che deve essere alimentata da quella più grande o con l’ausilio di pozzi già esistenti. Naturalmente a ciò bisogna aggiungere una maggiore attenzione nella manutenzione della condotta, perchè come sottolinenano questi cittadini di Francavilla è inutile nascondersi dietro la solita storia della mancanza d’acqua, quanto «nel Raganello l’acqua c’è» ma è il sistena di presa d’acqua che va migliorato. «Francavilla merita uno sviluppo agro-alimentare che non può essere frenato da ridicole toppe o dannosi sotterfugi».

Pertanto, i firmatari della missiva, in attesa ancora di risposta da oltre un anno, chiedono l’erogazione dell’acqua per tutto l’anno, la nomina di un comitato per la gestine più democratica del servizio, la nomina di un supervisore tecnico competente per capire bene il da farsi. «In caso di disattesa alla presente – concludono – ci riserviamo di astenerci dal pagamento del tributo, adendo anche vie legali per richieste di rimborso e risarcimento danno».

Vincenzo La Camera

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